Covid, Locatelli (Cts): “Data priorità assoluta alla didattica in presenza. In primavera vaccino 0-5 anni”

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Sull’arrivo del vaccino anti-Covid per la fascia 0-5 anni, “l’orizzonte è quello dell’inizio della primavera per avere questi vaccini a disposizione. Sarà certamente di due dosi, gli studi che sono stati condotti prevedono un dosaggio ridotto anche rispetto a quello della fascia 5-11 anni”.

Così Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts), ospite di ‘Buongiorno’ su SkyTg24.

Inoltre, la fine all’obbligo delle mascherina all’aperto potrebbe arrivare “tra qualche settimana”. Ma su una data precisa Locatelli ha sottolineato che “occorre verificare l’andamento della curva epidemiologica“.

 ”Devo sottolineare quello che è stato il messaggio, forse, più importante arrivato dalla giornata di ieri, molto coerente con quello che è stato fin dall’inizio l’investimento del Governo, e in particolare del presidente del Consiglio, di dare priorità assoluta alla scuola, tutelando il più possibile la didattica in presenza’’, spiega Locatelli.

 E’ stato ribadito, ancora una volta – ha aggiunto Locatelli – l’investimento prioritario sulla scuola, declinato sia in termini dell’incremento del numero dei contagiati, fino a cinque prima di considerare la didattica a distanza, sia in termini di riduzione del tempo di quarantena per quelli che sono i soggetti non vaccinati piuttosto che abbiano ricevuto il ciclo di vaccinazione ad oltre 120 giorni. Anche qui, però, la scelta è stata fatta su criteri scientifici molti chiari, e il tutto è dovuto alla riduzione del tempodi incubazione della variante Omicron che è di 3,5 giorni, e quindi significativamente più corto, e anche al fatto che Omicron è ormai praticamente dominante nel Paese“.

Tutto questo ha portato a considerare, per coloro che andranno in quarantena, la possibilità di valutare il rientro” a scuola “dopo cinque giorni, con l’evidenza di un tampone che documenti l’assenza di infezione“, ha concluso il presidente del Css.

Abbiamo da affrontare la problematica della quarta dose in modo molto laico, non dandola per scontata ma non escludendo la somministrazione, vediamo i dati che emergono e poi faremo le scelte. Scelte che potranno essere anche differenziate in funzione dello stato immunologico, ad esempio la compromissione del sistema immunitario per patologie o per motivi genetici“, aggiunge Locatelli.

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