Covid, studenti superiori tutti in classe il 3 o il 10 maggio: l’obiettivo di Draghi, spuntano le date

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Il governo punta al rientro in classe di tutti gli studenti per l’ultimo mese di scuola, a maggio. Giovedì in conferenza stampa il premier Mario Draghi è stato chiaro sull’argomento. Oggi, all’indomani del punto con i giornalisti, il quadro è ancora più chiaro.

L’esecutivo punta a “regalare” agli studenti più grandi almeno l’ultimo mese in classe insieme ai compagni prima della fine dell’anno scolastico. Naturalmente, secondo le ultime indiscrezioni, tutto dipenderà dall’andamento dei contagi e da quello delle vaccinazioni.

Dal ministero dell’Istruzione precisano che non c’è al momento alcuna data fissata. Anche se da altre fonti qualificate si ipotizza il 3 o il 10 maggio. Date che naturalmente rappresentano un traguardo e che ora non possono essere confermate dal momento che bisogna fare i conti con la pandemia.

Del resto, come evidente anche dalla risposta di ieri del presidente del Consiglio, Mario Draghi, in merito alle prossime riaperture, è ancora impossibile fare previsioni o fissare date.

Viene assicurato, però, che si va in quella direzione, con la prudenza necessaria richiesta dalla situazione sanitaria, facendo i conti con la curva dei nuovi casi di Covid e con le vaccinazioni.

La situazione attuale

L’unica data che c’è, al momento, è quella del 30 aprile, scadenza dell’attuale decreto 44 varato il 1 aprile dal governo Draghi: il decreto legge oltre a prevedere la presenza dei più piccoli (fino alla prima media) in classe, anche in zona rossa, stabilisce che in zona arancione le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado (licei, istituti tecnici etc) garantiscano l’attività didattica in presenza ad almeno il 50%, fino a un massimo del 75%, della popolazione studentesca; mentre la restante parte si avvale della didattica a distanza. Invece – prosegue il testo del decreto – in zona rossa, seconda e terza media e scuola secondaria di secondo grado, si svolgono esclusivamente in modalità a distanza.

La linea e l’auspicio del governo è di riuscire a far tornare da maggio tutti in presenza o comunque oltre il 75% del totale.

Si spera che nel mese di aprile, viene spiegato, si riesca ad accelerare con le vaccinazioni del personale scolasticoSi confida anche sulla possibilità di uno screening periodico come quello auspicato dallo stesso ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, e già partito ad esempio nel Lazio: qui la Regione, come annunciato dal presidente Nicola Zingaretti, con la campagna #ScuolaSicura, offre agli studenti delle superiori la possibilità di fare un tampone gratis, senza prescrizione medica, nella rete dei drive in del Lazio.

Sull’ipotesi di effettuare tamponi salivari, una circolare ministeriale ha precisato che non possono essere obbligatori ma su base volontaria, anche se manca ancora una ‘risposta’ da parte dell’Iss. In ogni caso, non si pensa a fare tamponi a tutti – la cui fattibilità risulterebbe piuttosto complicata – ma a un monitoraggio periodico e a campione per poter avere contezza del trend dei contagi nelle scuole, dati che ad oggi ancora mancano.

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