Obbligo vaccino a docenti e personale solo nelle Regioni con basse percentuali, ipotesi. Ma i numeri non tornano

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Tra le ipotesi al vaglio del Governo c’è la possibilità che l’obbligo per il personale scolastico venga istituito solo per le Regioni con una bassa percentuale di vaccinati. Però i dati su chi non è vaccinato pongono alcune questioni di presupposto. Il 15% del personale scolastico risulta non vaccinato. Questo almeno è quanto si legge nei dati resi noti dalla struttura commissariale diretta dal generale Francesco Paolo Figliuolo.

Green pass per tutto il personale, con molta probabilità ci sarà anche se ancora non sono ancora chiare le modalità. Sue le ipotesi al vaglio, una “chirurgica”,  l’altra che “taglia la testa al toro”.

Green pass solo nelle Regioni con basse percentuali di vaccinati

Ieri il Ministro Speranza è intervenuto sulla questione relativa alla diffusione della variante Delta, ribadendo che “è molto insidiosa e veloce nel diffondersi, proprio per questo oggi più che mai dobbiamo rispettare i comportamenti corretti che abbiamo imparato in questi mesi così difficili: mascherina, distanziamento e soprattutto insistere con il vaccino che è l’arma più importante che abbiamo per difendere noi stessi e proteggere tutti gli altri”.

Vaccino, quindi, per permettere alla scuola di poter rientrare in sicurezza ed in presenza. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di imporre l’obbligo solo nelle regioni “meno virtuose”.

Vaccino obbligatorio per tutti

Altra ipotesi, imposizione dell’obbligo su tutto il territorio nazionale a docenti e personale indipendentemente dalla regione di appartenenza. Una misura che eviterebbe delle incomprensioni da parte degli interessati ad un vaccino differenziato per area geografica.

Ma i numeri non tornano

Oltre 220mila tra docenti e Ata risultano non vaccinati. La situazione, però, è a macchia di leopardo: il 43% dei non vaccinati sarebbe in Sicilia, il 37% a Bolzano, il 34% in Liguria, il 33% in Sardegna, il 31% in Calabria.

Queste le prime posizione nell’ideale classifica dei renitenti al vaccino. I più virtuosi sarebbero in Friuli e Campania dove la percentuale di non vaccinati è zero, bene anche Lazio (0,12%) e Abruzzo (1,12%). Questi i dati nudi e crudi.

La realtà, però, potrebbe essere un’altra. La prima cosa che salta agli occhi è il numero di docenti e Ata che devono vaccinarsi: un dato in aumento. Al 25 luglio la popolazione scolastica è di 1.464.309, mentre il 2 luglio era di 1.460.309. I non vaccinati sono 222.132, mentre il 2 luglio erano 216.221. I non immunizzati sono aumentati di 6mila, ma la platea è cresciuta di 4mila. C’è qualcosa che non quadra, è evidente.

Il commissario Figliuolo ha chiesto entro il 20 agosto un rapporto numerico dettagliato su quanti ancora non sono stati vaccinati nell’intero comparto. Evidente che si tratta di una mossa per evitare il peggio: c’è disorientamento, non si conoscono i reali numeri. Questo non si può più nascondere e anche gli operatori della scuola se ne sono accorti.

Di dati sovrastimati ne hanno parlato nei giorni scorsi sia il segretario della Cisl Scuola, Maddalena Gissi che il presidente dell’Anp, Antonello Giannelli.

Cosa è potuto succedere? C’è un’ipotesi al vaglio: quelli che molti docenti e Ata abbiano evitato la somministrazione di AstraZeneca (siero destinato alle categorie prioritarie) per aspettare di sottoporsi al vaccino tramite Pfizer. In altre parole avrebbero evitato di effettuare le due dosi prioritariamente, ma hanno aspettato giugno, quando la campagna vaccinale si è aperta per tutti.

Probabilmente, dunque, alcuni (soprattutto in Sicilia dove il caso AstraZeneca ha creato non poche perplessità) hanno deciso di prenotarsi successivamente evitando la corsa preferenziale a loro dedicato. Adesso, dunque, sta alle Regioni racimolare tutte le informazioni utili ed evitare il caos in vista della riapertura delle scuole.

I dati da consegnare entro il 20 di agosto

Qualche perplessità sorge anche sulla questione legata al resoconto da consegnare al Commissario da parte delle Regioni. Innanzitutto, come faranno queste a recuperare i dati di quanti si sono vaccinati per età e non seguendo il canale preferenziale per i lavoratori della scuola.

Altra questione, quanti tra docenti e personale sono in coda dopo l’emanazione del decreto che impone il green pass per chi vuole cenare in un ristorante al chiuso o frequentare una manifestazione o un luogo di cultura, vengono registrati sulla base della professione?

Imporre un obbligo sulla base di dati che risulterebbero poco chiari, rischia di non farlo digerire agli interessati.

Dati sulla vaccinazione del personale scolastico al 23 luglio 2021

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