Covid, l’ex ministro Boccia: “Nessun Paese come l’Italia distribuisce 11 milioni di mascherine al giorno alle scuole, un’intuizione di Arcuri”

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”Dall’11 marzo abbiamo portato 1.500 medici e infermieri volontari dal Sud al Nord. Ricordo Bergamo, spettrale. Solo ambulanze attorno all’ospedale. Ministri di altri Paesi ci prendevano per untori”.

Francesco Boccia rievoca, in un’intervista al Fatto Quotidiano, i giorni in cui l’epidemia da Covid travolse un’Italia impreparata, ”come tutti. Trovo follemente ingenerose le critiche a Domenico Arcuri”.

“La nostra forza è stata la solidarietà e la rete di sanità pubblica che ancora c’è. Infatti le Regioni che  sono andate più in crisi sono quelle che l’hanno smantellata, mentre  Regioni che passavano per sprecone sono state un’eccellenza. Vedi il  Lazio. Tra quei volontari c’erano tante donne, anche giovani nonne.  Mancavano anestesisti e infettivologi. Non c’erano mascherine e  ventilatori. Abbiamo mandato l’esercito per accelerare la produzione. Un lavoro di raccordo voluto da Giuseppe Conte”. 

”Noi abbiamo fatto un lockdown durissimo che è costato molto –  ricorda l’ex ministro per gli Affari regionali – ma ci ha consentito di salvare il Paese, di produrre le mascherine, di regolare il prezzo a 50 centesimi come nessun altro Paese, di distribuire ogni mattina  nelle scuole 11 milioni di mascherine. Un’intuizione di Arcuri. E il  sistema Cross della Protezione civile, il cui protagonista fu Angelo Borrelli, ha portato 120 pazienti lombardi in altre Regioni e in  Germania. Quel lockdown ne ha evitati altri, il Regno Unito è fermo da novembre”.

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