Covid, la terza ondata collegata alla scuola? Miozzo (Cts): “Sbagliato. Attenzione ai comportamenti non corretti a Natale”

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La terza ondata di covid non dipenderebbe dalla riapertura delle scuole a gennaio. lo ha ribadito Agostino Miozzo del Cts ma dagli atteggiamenti sbagliati a Natale.

Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, non vuole sentire parlare di terza ondata di covid causata dalla scuola. Piuttosto, i motivi, nel caso dovesse davvero arrivare, sono da rintracciare all’esterno.

“Io ritengo che non sia corretto sostenere l’ipotesi di una terza ondata collegata alla scuola. Il rischio non deriva tanto dalla riapertura il 7 gennaio delle scuole ma dai comportamenti non corretti che potrebbero avvenire, da oggi e per  tutto il periodo delle vacanze natalizie”, dice Miozzo parlando davanti alle Commissioni Istruzione e Sanità del Senato sull’impatto della Didattica Digitale Integrata sui processi di apprendimento e sul benessere psicofisico degli studenti.

Infatti, secondo il coordinatore del Cts, “la grande movimentazione delle persone all’interno del paese e quel desiderio genuino e comprensibile di incontrarsi tra famiglie potrebbe generare rischi importanti di innalzamento del picco”.

Nel corso del suo intervento Miozzo ha ribadito più volte che la scuola non ha avuto grandi responsabilità sull’aumento dei contagi di questi ultimi due mesi. Tesi che si rifà anche alle parole di Enrico Bucci, professore di Biologia alla Temple University di Philadelphia, che insieme ad altri ricercatori riuniti nel Patto trasversale per la scienza mostrano come la scuola c’entri poco con l’escalation dei contagi.

Come abbiamo riportato, infatti, “non vi è un eccesso di contagi nelle scuole italiane rispetto ad altre situazioni: i casi si sono diffusi nelle aule esattamente come in altri contesti sociali”, secondo Bucci.

Infine una battuta sui dati: “Li condividerà nel momento in cui l’Istituto Superiore di Sanità ci informerà dei reali numeri sui contagi a scuola“.

 

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