Covid, la riapertura delle scuole non ha avuto incidenza sulla ripresa dei contagi. I dati GIMBE

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La riapertura delle scuole a metà settembre non sta per ora avendo ripercussioni significative sui contagi generali. Bisognerà aspettare metà ottobre per una prima valutazione più compiuta, ma l’effetto dei vaccini sembra finora riuscire a evitare la temuta inversione della curva epidemica.

I dati della Fondazione Gimbe dicono che siamo alla quinta settimana consecutiva di nuovi casi in calo a livello nazionale.

Nella settimana 29 settembre-5 ottobre i positivi al Covid diagnosticati sono stati 21.060, in calo rispetto ai 23.159 della settimana 22-28 settembre e ai 28.767 di quella ancora prima (15-21 settembre) che ha segnato il rientro in classe di tutti gli studenti.

Sulla riduzione dei casi incide il buon andamento della campagna vaccinale tra i giovanissimi. Ad oggi il 61,8% è immunizzato. E il 70% tra i 12 e i 19 anni ha fatto almeno una dose.

“Ormai da 5 settimane consecutive il dato nazionale mostra una discesa dei nuovi casi settimanali, anche se nell’ultima settimana, rispetto alla precedente, 5 Regioni registrano un incremento percentuale dei contagi”, spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.

Gli aumenti riguardano Basilicata (+73,6%), Prov. Aut. Bolzano (+8,7%), Prov. Aut. Trento (+20,9%), Sardegna (+5%), Valle D’Aosta (+64,5%), ma rimangono “contenuti in termini assoluti”.

“Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe – si registra un ulteriore calo dei posti letto occupati da pazienti Covid-19: rispetto alla settimana precedente scendono del 13,2% in area medica e del 5,7% in terapia intensiva”.

A livello nazionale il tasso di occupazione rimane basso (5% in area medica e 5% in area critica) e nessuna Regione supera le soglie del 15% per l’area medica e del 10% per quella critica.

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