Covid, la guardia resta alta, ma niente restrizioni. Si va avanti con le terze dosi, anche per docenti e Ata

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Le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ancora una volta, indicano la rotta nella gestione dell’emergenza Covid.

Nel corso di un evento pubblico al Quirinale, Mattarella ha rimarcato  come la scienza, attraverso i vaccini, ci abbia permesso di uscire dal pantano del lockdown, di un’economia ferma, di un’Italia spaventata e paralizzata nelle case. Ma “il virus continua a procurare allarme”, dunque “non si è esaurito il nostro dovere di responsabilità, particolarmente verso i più fragili”.

In Italia, attualmente, a vaccinarsi è stato l’86%, ma per Palazzo Chigi, segnala Adnkronos, non basta e si spinge ancora di più sulla vaccinazione. Si tratta dell’unica strada per evitare nuove strette, in un Paese sfibrato da
oltre un anno e mezzo di lotta al virus.

Senza imposizioni che vadano oltre quanto non sia stato già fatto finora, vedi l’obbligo di green pass sui posti di lavoro.

La guardia resta alta, tuttavia la fotografia dei contagi, dei ricoverati e delle situazioni nelle terapie intensive restituisce un’immagine che non desta eccessivo allarmismo.

Si attende il parere del Comitato tecnico scientifico sulla durata del green pass, che offrirà, una volta pronto, un’occasione di approfondimento. Per planare poi, settimana prossima, sul tavolo di un Consiglio dei ministri pronto a confermare l’obbligatorietà dei vaccini per il personale sanitario e nelle Rsa all’inoculazione della terza dose.

Per ora, confermano fonti di governo, non si dovrebbe andare oltre.

Si andrà avanti con la vaccinazione per fascia d’età, dunque anche per il personale scolastico, quando sarà possibile, farà la terza dose.

Se poi la situazione in alcune aree del Paese dovesse peggiorare, è chiaro che non si potranno penalizzare né le attività economiche in loco né chi ha fatto il proprio dovere vaccinandosi.

Dunque non sarebbero affatto da escludere strette solo per i non vax, il cosiddetto ‘doppio binario’ chiesto da diverse Regioni. Da attivare tuttavia in aree circoscritte, ovvero solo dove la situazione lo rendesse necessario per via di terapie intensive in affanno. Terapie intensive dove, viene fatto notare, ad occupare i letti sono per lo più no vax.

Intanto a breve, tra lunedì e martedì, l’atteso incontro con le Regioni, chiesto a gran voce dai governatori.

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