Covid, il periodo prolungato di pandemia ha provocato effetti collaterali sugli studenti. 8 presidi su 10 segnalano problemi psicologici

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Secondo il 55esimo Rapporto Censis sulla situazione del Paese è sempre più diffusa l’ondata di irrazionalità che ha infiltrato il tessuto sociale.

Dal punto di vista psicologico, il prolungato periodo di pandemia ha provocato effetti collaterali non indifferenti. L’81,0% dei 572 dirigenti scolastici di scuola secondaria di secondo grado intervistati dal Censis segnala che tra gli studenti sono sempre più diffuse forme di depressione e disagio esistenziale.

Essi sono sottoposti a continui stimoli e informazioni, di cui non riescono a operare una selezione (78,3%). Dopo quasi due anni di pandemia, le certezze rispetto al proprio futuro hanno subito un duro colpo e per il 46,6%.

Anche sul versante lavorativo, il 74,1% dei giovani di 18-34 anni ritiene che ci siano troppi anziani a occupare posizioni di potere nell’economia. I Neet, i giovani che non studiano e non lavorano, costituiscono una eclatante fragilità sociale: nel 2020 erano 2,7 milioni, pari al 29,3% del totale della classe di età 20-34 anni: +5,1% rispetto all’anno precedente.

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