Covid, il pediatra Zuccotti: “Tampone salivare affidabile”

Stampa

“Il tampone salivare è un test affidabile” per intercettare Covid-19 “che dà la stessa informazione del classico tampone nasofaringeo. Non è invasivo, è ben accettato dalle famiglie, si può fare a casa e in classe e non impegna personale in più. E’ uno strumento che mancava. Abbiamo visto che finora le riaperture delle scuole sono state molto brevi e sono sempre avvenute nelle stesse condizioni di quando erano state chiuse. Non c’è stato qualcosa di strutturato in termini di maggior sicurezza e sorveglianza. Esprimo quindi soddisfazione per il fatto che la Lombardia sia la prima ad applicare questo strumento che è nato proprio qui”

E’ quanto dichiara all’Adnkronos Salute Gian Vincenzo Zuccotti, preside della Facoltà di Medicina dell’università Statale di Milano e direttore Pediatria e Pronto soccorso pediatrico dell’Asst Fatebenefratelli Sacco, ospedale dei bimbi Vittore Buzzi.

E’ stato il gruppo di ricerca da lui guidato a sviluppare i test salivari molecolari che da maggio verranno utilizzati nelle scuole della regione per il monitoraggio della diffusione del virus Sars-Cov-2.  Questo tipo di tampone è già utilizzato in altri Paesi, dagli Usa alla Francia. La Lombardia parte, scrive l’ateneo rilanciando online l’annuncio della Regione, “dopo l’ok da parte anche del ministro Roberto Speranza a tutti i tipi di test già autorizzati in Paesi che fanno parte del G7“. “Mi fa piacere come ricercatore e come cittadino – dice Zuccotti – Adesso dobbiamo organizzarci per poter diventare operativi. Maggio sarà un mese importante“.

Il via, precisa, “non sarà proprio i primi giorni, perché bisogna fare l’approvvigionamento dei tamponi e certificare i laboratori regionali che hanno sempre processato i tamponi nasofaringei e ora con le stesse apparecchiature dovranno analizzare anche i salivari. Il tutto richiede un minimo di tempo e di organizzazione, ma significa davvero poter cominciare ad accompagnare questa ultima fase delle scuole in maggior sicurezza e con un minimo di sorveglianza, per poi essere veramente pronti per l’inizio di un nuovo anno scolastico. Penso che, arrivando a settembre con le persone più fragili e la popolazione over 60 tutta vaccinata, e avendo questo strumento a disposizione si potrà fare una buona sorveglianza nelle classi e si potrà tornare veramente pieno regime a una vita quasi normale”.

Il tampone salivare, osserva Zucotti, “è sicuramente uno strumento in più che, come abbiamo avuto modo di verificare nell’esperienza modello a Bollate“, nel Milanese, “è accettato dalle famiglie: più del 90% ha dato disponibilità che il test salivare venisse proposto ai loro figli. Il dato dei positivi rilevati è stato confermato dal tampone nasofaringeo. E adesso non ce n’è neanche più bisogno, perché il test è ufficialmente riconosciuto. Tutto ciò non farà che aumentare l’aderenza da parte delle famiglie. E si potrà pensare, ma lo deciderà la direzione generale Welfare lombarda, di riproporlo più volte in un mese“.

Zuccotti è fiducioso e ha uno sguardo positivo verso la riapertura della scuola. “Abbiamo già visto che le scuole non sono un amplificatore dell’infezione. Il nostro studio“, basato su uno screening sui bambini di un gruppo di scuole lombarde, “condotto a settembre scorso e poi a dicembre ci ha fatto vedere che non c’erano differenze nei dati dei sieroconvertiti (di quelli che contraevano l’infezione, ndr) fra i bimbi in Dad e quelli in aula in presenza. Questo perché la scuola – conclude il pediatra – non è un amplificatore, appunto, ma riflette ciò che avviene in comunità e nella vita di tutti i giorni“.

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur