Covid, il pediatra: attenzione agli effetti collaterali sui bimbi

Stampa

“Fin dall’inizio della pandemia sapevamo che i bambini sarebbero stati colpiti al pari degli adulti. A maggio, i pochi dati che avevamo ci dicevano che i bambini sarebbero stati gli untori del domani. Quindi il nostro Paese avrebbe dovuto attrezzarsi per fronteggiare quell’ondata”.

Lo afferma il professor Giuseppe Mele, presidente della Società Italiana Medici Pediatri.

“Uno studio recente ci dice che i bambini affetti da covid hanno disturbi nella sfera emotiva: disturbi del sonno e comportamentali. Questo è preoccupante ed è indubbiamente legato anche allo stile di vita che è cambiato”.

Sull’aumento dei casi di sindrome di Kawasaki: “Questa sindrome era stata descritta, ma non si è mai capita la causa principale, è probabile che il coronavirus abbia provocato l’insorgenza della sindrome”.

Sul vaccino: “Il fatto che il virus stia circolando all’interno della fascia pediatrica potrebbe creare un’immunità di gregge in quelle fasce. Per il momento la ricerca scientifica ha escluso i bambini, ma non è detto che in futuro anche i bambini non possano essere vaccinati contro il covid. Si stanno incominciando a fare i primi studi per cercare di utilizzare gli stessi vaccini anche per i bambini. I bambini non hanno avuto una sintomatologia grave in larghissima parte, le fasce piùa rischio sono state quelle più fragili, preservando quelle fasce l’incidenza del virus si riduce in maniera rilevante, nel frattempo la ricerca può andare avanti per produrre vaccini per i bambini”. 

Stampa

Graduatorie terza fascia ATA: incrementa il punteggio con le offerte Mnemosine, Ente accreditato Miur