Covid, il governo riapre le scuole, ma senza miglioramenti su tamponi, trasporti e tracciamento è rischio caos

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“La scuola è l’architrave del Paese”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, in conferenza stampa, annuncia la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado nelle zone arancioni e gialle a partire da lunedì 26 aprile.

Il governo ha trovato la sintesi mediando sulle varie anime all’interno della compagine governativa: gli aperturisti e i rigoristi. La decisione di Mario Draghi, però, non è esente da perplessità.

Allo stato attuale, infatti, non sembrano esserci interventi decisi in tema di tamponi, tracciamento e trasporti pubblici, tre temi fondamentali per un ritorno in classe in piena sicurezza, anche se il premier in conferenza stampa ha dichiarato che il governo ha investito già oltre 300 milioni di euro per il potenziamento del sistema di trasporto pubblico locale.

Riapertura scuole: dal 26 aprile tutti in classe in zona arancione e gialla. Verso apertura anche in zona rossa

Non si può escludere, inoltre, che ogni singola scuola decida di continuare con la Didattica digitale integrata come è già accaduto a settembre. La decisione del governo, infatti, è nazionale, ma è soggetta a variazione sia regionale che locale.

Didattica digitale, la formazione obbligatoria dei docenti sugli strumenti tecnologici rientra nell’orario di servizio

LINEE GUIDA DIDATTICA DIGITALE INTEGRATA

CONTRATTO INTEGRATIVO DDI

Il Covid-19, soprattutto le sue varianti, continua a preoccupare la popolazione. I contagi sono ancora sopra i 10mila anche se ormai da un mese l’Italia è divisa tra zone rosse e arancioni. Per non parlare del numero, ancora elevato, di morti (sempre superiore ai 300 ogni giorno).

La decisione del governo italiano è in controtendenza con quanto sta avvenendo in Francia e Germania. Addirittura nel paese teutonico il lockdown è prolungato per altre tre settimane e la cancelliera Angela Merkel ha parlato, senza mezzi termini, di situazione seria.

L’Italia, invece, guarda al modello dell’Inghilterra, ma i dati sulla vaccinazione sono impietosi: nel nostro Paese ad aver ricevuto entrambe le dosi sono ancora solo 4 milioni di persone.

Sembra più una scommessa che un reale programma di riaperture. Fare previsioni, allo stato attuale, non è facile, ma occorre, ancora una volta, grande cautela.

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