Covid, i casi aumentano e il ritorno in classe diventa un rebus: ancora mancano le linee guida per l’aerazione. Protestano gli scienziati e i sindacati

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Non sarà come settembre 2020. E nemmeno come il 2021. Ma a settembre 2022 la scuola dovrà fare i conti, ancora, con il covid: l’aumento dei casi delle ultime settimane portano a riflettere sulle misure da adottare per il rientro in classe. Il quadro, però, resta incerto.

“Su settembre stiamo lavorando da tempo per avere una scuola in presenza e in sicurezza. Stiamo definendo i diversi scenari che ci potranno essere. Non possiamo controllare la situazione epidemiologica a livello mondiale, ma la nostra la controlliamo”, ha detto il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, pochi giorni fa a proposito del ritorno a scuola a settembre.

Sul fronte vaccini la situazione è in evoluzione, come si evince dalle parole del Ministro della Salute Roberto Speranza: “Stiamo preparando una campagna di vaccinazione larga con il vaccino adattato ad Omicron per l’autunno. Le fasce d’età verranno decise a luglio”.

Per quanto riguarda la vaccinazione obbligatoria del personale scolastico, stando anche a quanto affermato da Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), non dovrebbe essere una delle misure previste per il rientro a scuola: È una pagina chiusa, per il personale sanitario è una condizione imprescindibile”, ha detto l’esperto.

Ma per le misure ad hoc per la scuola ancora, siamo in alto mare. Anche i sindacati nei giorni scorsi lo hanno sottolineato: “Nessuna informazione o convocazione, non c’è nessuna notizia di interventi quest’anno di contenimento della pandemia con misure straordinarie per la scuola e già l’anno scorso avevamo evidenziato che il governo aveva approcciato all’emergenza nell’ottica del risparmio perché aveva tagliato le risorse sia sull’organico covid, personale Ata, e sia sui docenti per lo sdoppiamento delle classi. E a me sembra che questo venga confermato ancora oggi”, spiega Francesco Sinopoli, segretario della Flc Cgil.

“Nulla di nuovo sul fronte dell’avvio dell’anno scolastico a settembre prossimo. Il protocollo sulla sicurezza che doveva essere aggiornato alla conclusione di questo anno scolastico con il termine dell’emergenza sanitaria, quindi il primo aprile, non siamo mai arrivati a firmarlo. Un piano che non è mai arrivato a compimento quindi si è lasciato che le scuole decidessero da sole il da farsi”, ribatte Ivana Barbacci, segretaria della Cisl Scuola.

Dal mondo scientifico arriva una chiara presa di posizione: bisogna puntare sui sistemi di ventilazione nelle scuole.

Il direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, Giuseppe Remuzzi, dice che sulla scuola “bisogna prepararsi, e in fretta. I dati ci dicono che la ventilazione è fondamentale e ormai esistono decine di device in grado di bloccare la diffusione del virus per aerosol, si tratta di scegliere quello che costa meno. E poi serve vaccinare i bambini, lo dico con chiarezza”.

Un messaggio chiaro arriva da Roberto Burioni, che dice: “A settembre riapriranno le scuole. Questo significherà avere decine di studenti per molte ore all’interno di un luogo chiuso, perché quando farà freddo tenere le finestre aperte sarà un problema. Questi ragazzi — e i loro insegnanti — parleranno (come è giusto che sia in un’aula scolastica) emettendo con le parole anche aerosol in abbondanza”.

“L’alternativa  -prosegue il virologo – è quella di garantire un adeguato ricambio d’aria nelle aule. Fortunatamente per garantire un adeguato ricambio d’aria non dovremo abbattere le scuole per ricostruirne di nuove: oggi ci sono soluzioni tecnologiche che possono garantire una ottima ventilazione anche in ambienti normali. Però queste soluzioni devono essere messe in atto, e questo non sta accadendo. Con aule scolastiche dotate di un adeguato ricambio d’aria ci troveremmo già pronti a ostacolare il contagio”.

Anche il collega Fabrizio Pregliasco, docente UniMi e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano, punta su questo tema per il rientro in classe: “Lavorare ora per adeguare i sistemi di ventilazione nelle scuole italiane. È fondamentale”, dice l’esperto, che sottolinea come le misure siano importanti sia perché “i bimbi sono sicuramente diffusori e untori di infezioni respiratorie, Covid compreso”, sia perché “dobbiamo garantire l’attività didattica in presenza. È stata devastante quella a distanza”, in una fascia d’età per cui scuola significa anche scuola di vita e socializzazione.

Già, la ventilazione e aerazione delle aule. In verità lo scorso marzo sarebbero dovute arrivare le linee guida per orientare gli istituti scolastici in tal senso.

Infatti, entro il 20 marzo 2022 uno specifico decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (su proposta del Ministro della salute e di concerto con il Ministro dell’istruzione) avrebbe dovuto definire da un lato le linee guida sulle specifiche tecniche in merito all’adozione di dispositivi mobili di purificazione e impianti fissi di aerazione e dall’altro gli standard minimi di qualità dell’aria negli ambienti scolastici e confinati degli stessi edifici.

Assenza di linee guida sottolineata recentemente anche dal sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso:  “Il ministero della Salute è in ritardo di ben 3 mesi sulla consegna delle linee guida per l’acquisto da parte delle scuole dei dispositivi di sanificazione, igienizzazione e purificazione dell’aria. Strumenti che, come attestato dall’Organizzazione mondiale della sanità e da un’ampia letteratura scientifica, costituiscono un’arma fondamentale per diminuire drasticamente i rischi di contagio all’interno degli istituti. Una norma di legge pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 18 febbraio 2022, la numero 11, prevedeva che entro 30 giorni venissero definite le specifiche tecniche dei dispositivi mobili di purificazione e degli impianti fissi di aerazione, unitamente agli standard minimi di qualità dell’aria negli ambienti scolastici. Stiamo ancora aspettando”.

Nei mesi passati però sulla questione ventilazione aule, il Ministro Bianchi aveva detto chiaramente a proposito dei sistemi di ventilazione meccanica nelle scuole: “Sono materie e responsabilità degli Enti locali e delle singole scuole. Non si può determinare da Roma come organizzare una scuola. Siamo in regime di autonomia e quindi ognuno si prenda le proprie responsabilità“.

E ancora: “Noi diamo risorse alle scuole e ai comuni ma non possiamo essere noi a decidere. Siamo in regime di autonomia“.

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