Covid, Fugatti: “Trentino zona rossa, ma bimbi a scuola. Vogliamo dare un segnale”

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“I nostri bambini oggi sono a scuola. Incluso il mio”.  Così Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento in una intervista al Corriere della Sera. Venerdì scorso ha firmato l’ordinanza che consente ai bambini fino alle elementari di tornare sui banchi. Mente nel resto d’Italia le scuole riapriranno dopo Pasqua.

“Nel mio riaprire le scuole non c’è alcuna sfida di segno politico. Volevamo semplicemente dare un segnale positivo. L’ordinanza l’ho firmata prima della cabina di regia dopo la quale Draghi ha annunciato il rischio di chiusure più severe. Con l’eccezione, peraltro, della scuola”.

Il Trentino resta in zona rossa, “mah… l’Rt è da zona gialla – commenta Fugatti – mentre resta ancora superiore ai limiti l’incidenza, che peraltro è in calo costante da tre settimane. E comunque, noi abbiamo potuto attrezzarci”, “l’essere una Provincia autonoma ci ha consentito di assumere nuovi insegnanti e creare più classi con meno bambini e maggior distanziamento. In Trentino esiste un movimento importante e assolutamente trasversale a favore delle aperture. E alle riunioni della Conferenza Stato Regioni mi sono sempre detto favorevole a tenere aperte le scuole il più possibile. Poi ho smesso, mi pareva di fare il fenomeno… Non ho i numeri in mano, ma non credo che siano molte le Regioni che hanno tenuto aperto, come noi, in giugno e in luglio”.

Riguardo ai vaccini, “in Trentino siamo messi abbastanza bene”, spiega il governatore – Gli over 80 li abbiamo praticamente finiti e adesso stiamo facendo gli over 75. Spero che la zona rossa possa essere
revocata a breve. Lo stesso Draghi ha parlato di aprire le scuole in zona rossa”.

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