Covid, dopo sette giorni il Decreto Riaperture è stato pubblicato. Il provvedimento in Gazzetta Ufficiale

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Giovedì 17 marzo il governo, dopo una lunga gestazione (riunioni informali, poi la Cabina di Regia), dava il via libera al Decreto Riaperture, la road map con l’allentamento delle misure per il contrasto del Covid-19.

*** ULTIM’ORA***

Decreto-Legge 24 marzo 2022, n. 24: Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza.

Covid, ecco il Decreto Riaperture: da obbligo vaccinale alle mascherine, ecco cosa cambia per la scuola. TESTO [PDF]

Cittadini e addetti ai lavori (compresa la nostra redazione), dopo sette giorni dal varo del provvedimento, si basano ancora su una bozza (che più bozza non si può verrebbe da scrivere, ndr).

Dal pomeriggio di giovedì 17 marzo alla mattina di giovedì 24 marzo sul Decreto Riaperture è calato il silenzio. Non è la prima volta che accade, anzi.

Purtroppo è diventata una consuetudine governativa (piuttosto fastidiosa, tra l’altro). Prima la bozza, poi il varo del provvedimento e, successivamente, la pubblicazione del decreto a ridosso delle scadenze. Normale, dunque, il disorientamento (e lo sconcerto) dei cittadini. Il testo definitivo non è in possesso, secondo quanto ricostruito, nemmeno ai Ministeri competenti per le singole materie.

Organico Covid, prima inserito nel Decreto Riaperture, poi apparso nel Decreto Ucraina

In questo caso il Decreto Riaperture ha preceduto nel varo il Decreto Ucraina, ma nella sua pubblicazione tutto è andato al verso opposto: il provvedimento sulla crisi ucraina è stato pubblicato lunedì 21 marzo in Gazzetta Ufficiale (in orario per nottambuli, ndr), mentre latita quello sulla road map dopo la fine dello stato di emergenza.

C’è di più questa volta: il provvedimento per l’organico Covid era inizialmente previsto nel Decreto Riaperture, mentre, senza nessun annuncio, né da parte di Palazzo Chigi né da parte di Viale Trastevere, è apparso “magicamente” nel Decreto Ucraina (170 milioni per la proroga dei contratti fino al termine delle lezioni).

I nodi irrisolti del Decreto Riaperture

Perché tutta questa attesa, anche per il settore scolastico, per il Decreto Riaperture? Semplice, perché bisogna capire le ripercussioni del provvedimento sia per quanto concerne l’obbligo vaccinale per docenti e Ata, sia per l’obbligo di mascherine negli spazi chiusi. Irrisolta pure la vicenda riguardante gli organi collegiali (cosa succede dal 1° aprile, si ritorna tutti in presenza?) Tre questioni non di poco conto, per l’ambito scolastico, anche alla luce della recrudescenza dei casi Covid.

Pertanto gli articoli realizzati dalla nostra redazione, con tutto lo sforzo, risultano essere con il beneficio del dubbio poiché manca la materia prima: il decreto Riaperture in forma definitiva pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

L’auspicio è che il governo faccia al più presto per evitare di ritrovarsi il 30 marzo, a ridosso della fine dello stato di emergenza, assolutamente disorientati.

Facciamo un riepilogo con tutte le date, ricordando, però, che l’articolo potrebbe essere modificato nelle prossime ore visto che le informazioni in nostro possesso si basano sulla bozza di decreto e sulle informazioni di stampa.

Dal 1° aprile stop alla quarantena da contatto. L’obbligo di isolamento resta solo per i contagiati. Riparte anche la possibilità di svolgere gite e manifestazioni sportive.

Dal 1° maggio stop all’obbligo di green pass. Dunque per accedere ai locali scolastici per gli esterni (anche per i genitori, dunque) non sarà più richiesto.

Dal 1° maggio via l’obbligo di mascherine in tutti i luoghi al chiuso anche per la scuola (per quanto riguarda l’ambito scolastico il riferimento sono le parole del ministro Bianchi a Rai Radio 1).

Dal 16 giugno fine dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico. Su questo, però, le norme non sono ancora chiare. L’obbligo vaccinale è valido fino al 15 giugno, ma ci sarebbe anche l’ipotesi per cui dal 1° aprile i lavoratori della scuola potrebbero tornare al lavoro con sanzione e green pass base. Il tutto è ancora da verificare, per cui su questo argomento rimandiamo alle strutture sindacali e territoriali di riferimento. Non conosciamo, purtroppo, il testo definitivo.

BOZZA DECRETO LEGGE (Misure urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da Covid 19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza (PRESIDENZA – SALUTE – DIFESA – ISTRUZIONE).

Cosa cambia per la scuola (quadro ancora provvisorio)

Si prevedono 70,5 milioni da destinare alle scuole per proseguire con l’acquisto di mascherine e materiale per l’igiene, materiali di consumo legati all’emergenza.

Gestione dei casi di positività

Per quanto riguarda la scuola il decreto prevede nuove misure in merito alla gestione dei casi di positività:

Scuole dell’infanzia

– Servizi educativi per l’infanzia In presenza di almeno quattro casi tra gli alunni nella stessa sezione/gruppo classe, le attività proseguono in presenza e docenti, educatori e bambini che abbiano superato i sei anni utilizzano le mascherine FFP2 per dieci giorni dall’ultimo contatto con un soggetto positivo. In caso di comparsa di sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo all’ultimo contatto, va effettuato un test antigenico rapido o molecolare o un test antigenico autosomministrato. In quest’ultimo caso l’esito negativo del test è attestato con autocertificazione.

Scuole primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado e sistema di istruzione e formazione professionale

In presenza di almeno quattro casi di positività tra gli alunni, le attività proseguono in presenza e per i docenti e per gli alunni che abbiano superato i sei anni di età è previsto l’utilizzo delle mascherine FFP2 per dieci giorni dall’ultimo contatto con un soggetto positivo. In caso di comparsa di sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo all’ultimo contatto, va effettuato un test antigenico rapido o molecolare o un test antigenico autosomministrato. In quest’ultimo caso l’esito negativo del test è attestato con autocertificazione.

L’isolamento

Gli alunni delle scuole primarie, secondarie di primo grado, secondarie di secondo grado e del sistema di istruzione e formazione professionale, in isolamento per infezione da Covid, possono seguire l’attività scolastica nella modalità di didattica digitale integrata accompagnata da specifica certificazione medica che attesti le condizioni di salute dell’alunno. La riammissione in classe è subordinata alla sola dimostrazione di aver effettuato un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo.

Distanza di almeno un metro

Il governo raccomanda il rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro salvo che le condizioni strutturali-logistiche degli edifici non lo consentano.

Resta fermo, in ogni caso, il divieto di accedere o permanere nei locali scolastici se positivi o se si presenta una sintomatologia respiratoria e temperatura corporea superiore a 37,5°.

Organico Covid

Il personale per l’emergenza viene prorogato fino alla fine delle lezioni e comunque non oltre il 15 giugno 2022 (30 giugno per la scuola dell’infanzia). Per la proroga sono disponibili ulteriori 170 milioni, oltre le somme già stanziate.

Gite scolastiche

Tornano le gite scolastiche messe al bando dal Covid. Il governo, invece, ha dato il via libera alla possibilità di svolgere uscite didattiche e viaggi di istruzione, compresa la partecipazione a manifestazioni sportive.

Stop al green pass base per i genitori

Il green pass base (ottenibile tramite vaccinazione, guarigione o tampone) rimane in vigore per i soggetti esterni (dunque anche per i genitori) fino al 30 aprile. Dal 1° maggio per accedere ai locali scolastici non sarà necessario esibire il green pass, nemmeno quello base.

Strutture dell’emergenza

Il decreto inoltre stabilisce

– Capo della Protezione civile: cessazione dei poteri emergenziali e attribuzione di poteri per gestire il rientro alla normalità

– Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19: viene meno un’Unità per il completamento della campagna vaccinale e per l’adozione di altre misure di contrasto alla pandemia, che si coordina con il ministero della Salute. Dal 1° gennaio 2023 il ministero della Salute subentra nelle funzioni

– Comitato tecnico-scientifico: cessazione.

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