Covid, dall’inizio della pandemia contagiati 2.800 docenti tra scuola e università. Rapporto Inail

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Dall’inizio della pandemia la maggioranza dei contagi e dei decessi (il 97,1% e 89,0%) riguarda l’Industria e servizi, con i restanti casi distribuiti nelle altre gestioni assicurative per Conto dello Stato (amministrazioni centrali, scuole e università statali), Agricoltura e Navigazione.

Questo è quanto emerge dal Report dell’Inail.

Sono circa 2.800, in particolare, le infezioni di origine professionale di insegnanti, professori e ricercatori di scuole di ogni ordine e grado e di università statali e private, riconducibili sia alla gestione dei dipendenti del Conto dello Stato sia al settore Istruzione della gestione Industria e servizi.

Il report conferma il maggiore impatto della ”seconda ondata” del periodo ottobre 2020-gennaio 2021, con il 59,3% delle denunce di contagio da Covid-19 sul lavoro, rispetto alla ”prima ondata” del trimestre marzo-maggio 2020 (28,8%).

Le denunce si sono concentrate soprattutto nei mesi di novembre (22,7%), marzo (16,2%), dicembre (14,5%), ottobre (14,1%) e aprile (10,4%) del 2020, mentre da febbraio di quest’anno il fenomeno è in significativa discesa.

Negli ultimi cinque mesi, infatti, le infezioni di origine lavorativa segnalate all’Istituto sono pari all’8,9% del totale delle denunce presentate dall’inizio dell’emergenza sanitari.

Tra le attività produttive, il settore della sanità e assistenza sociale – che comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili – resta al primo posto, con il 65,6% dei contagi denunciati e il 24,1% dei decessi codificati, seguito dall’amministrazione pubblica (attività degli organismi preposti alla sanità – Asl – e amministratori regionali, provinciali e comunali), con il 9,2% delle infezioni e il 10,4% dei casi mortali.

Gli altri settori più colpiti sono il noleggio e servizi di supporto alle imprese (vigilanza, pulizia e call center), il trasporto e magazzinaggio, il manifatturiero (addetti alla lavorazione di prodotti chimici e farmaceutici, stampa, industria alimentare), le attività dei servizi di alloggio e ristorazione, il commercio all’ingrosso e al dettaglio, le altre attività di servizi (pompe funebri, lavanderia, riparazione di computer e di beni alla persona, parrucchieri, centri-benessere), e le attività professionali, scientifiche e tecniche (consulenti del lavoro, della logistica aziendale, di direzione aziendale).

Concentrando l’attenzione sui decessi, spiccano le percentuali del trasporto e magazzinaggio e del manifatturiero, rispettivamente al secondo e al terzo posto con il 12,7% e il 12,2%, e quelle del commercio all’ingrosso e al dettaglio (9,8%) e delle costruzioni (7,1%).

Contagi sul lavoro

I contagi sul lavoro da Covid-19 segnalati all’Inail dall’inizio della pandemia alla data dello scorso 30 giugno
sono 176.925, pari a oltre un quinto del totale delle denunce di infortunio pervenute dal gennaio 2020 e al 4,2% del complesso dei contagiati nazionali comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) alla stessa data.

Rispetto alle 175.323 denunce registrate dal monitoraggio mensile precedente, i casi in più sono 1.602 (+0,9%), di cui solo 157 riferiti a giugno, 227 a maggio, 236 ad aprile, 234 a marzo, 135 a febbraio e 169 a gennaio di quest’anno, mentre i restanti 444 sono riconducibili allo scorso anno.

Il consolidamento dei dati permette, infatti, di acquisire informazioni non disponibili nelle rilevazioni precedenti. Il dato di giugno, ancora provvisorio, è il più basso registrato da un anno e mezzo a questa parte, sensibilmente inferiore anche al minimo osservato a luglio 2020, con circa 500 infezioni di origine professionale.

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