Covid, dalla Dad alle mascherine: ecco cosa può cambiare dal 1° aprile

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Il miglioramento dei dati della pandemia di Covid-19 porterà a breve a nuovi allentamenti delle misure di restrizione.

Si guarda con attenzione alla data del 31 marzo. È il giorno in cui scade lo stato di emergenza. Il governo non sembra intenzionato a prorogarlo e questo significherebbe un ritorno alla gestione ordinaria della pandemia.

Per quanto riguarda il Green pass si fa largo l’ipotesi di mantenerlo almeno fino al 15 giugno per salire sui mezzi di trasporto e nei luoghi al chiuso. Dunque anche a scuola e su scuolabus, treni, bus, con cui tanti studenti si spostano ogni giorno.

Tra le altre cose, verranno meno la didattica a distanza, il sistema a colori e l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto.

Con la cessazione dello stato d’emergenza verranno meno i poteri straordinari del governo e della protezione civile, come la possibilità di operare in deroga alle leggi vigenti per motivi sanitari. Resta da gestire il lavoro da remoto. Servono accordi individuali tra azienda e lavoratore. Unica eccezione è la Pubblica amministrazione dove esistono già accordi individuali per normare il lavoro da remoto.

Con la fine dello stato di emergenza, anche la campagna vaccinale passerà dal Governo alle singole Regioni. Probabile che quasi tutti gli hub vengano smontati, mentre sarebbero medici di famiglia, pediatri e strutture ospedaliere a inoculare il vaccino anti Covid-19.

Resta invece in vigore l’obbligo vaccinale per gli over 50, il cui termine è fissato al 15 giugno.

Senza la proroga del regime d’eccezionalità, termineranno, a meno di interventi ulteriori, anche le attività del Commissario straordinario e del Comitato Tecnico Scientifico e non ci saranno più le cabine di Regia tra Governo e Regioni.

Le regole valide fino al 31 marzo

A oggi – e quindi fino al 31 marzo – alle elementari la didattica a distanza (e la quarantena ridotta a 5 giorni) scatta solo per i non vaccinati. Mentre per i vaccinati è prevista solo l’auto-sorveglianza.  E fino a quattro casi di positività si continuano a seguire le attività didattiche in presenza con mascherina Ffp2 (per dieci giorni) da parte di docenti e alunni con più di 6 anni di età. In presenza di contagiati scatta l’auto-sorveglianza e diventa obbligatorio effettuare un test antigenico rapido o autosomministrato (fai da te) o molecolare se si avvertono sintomi.

Se si ha febbre o tosse è obbligatorio fare un nuovo test al quinto giorno. In caso di utilizzo del test antigenico autosomministrato l’esito negativo è attestato da una semplice autocertificazione.

Sempre alle elementari se in una classe si contano cinque o più casi restano in presenza (con Ffp2 per 10 giorni) gli alunni con due dosi di vaccino da meno di 120 giorni o è guarito da meno di 120 giorni o ha effettuato la dose di richiamo (o è guarito dal Covid dopo doppia dose di vaccino).

Per gli altri (non vaccinati oppure vaccinati o guariti da più di 120 giorni) c’è la Ddi (didattica digitale integrata) e la quarantena per 5 giorni. Quest’ultima cessa in seguito all’esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare. Per i successivi 5 giorni è però obbligatorio indossare la mascherina Ffp2.

Al momento la data del 31 marzo non fa decadere l’obbligo vaccinale per il personale scolastico, introdotto dal DL 172/2021 dal 15 dicembre 2021.

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