Covid, Crisanti: “Il coprifuoco riduce la probabilità sulla trasmissione”

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È ancora troppo presto” per  valutare gli effetti delle riaperture sull’andamento di Covid-19 in Italia. Ma “questa è una corsa tra la vaccinazione e il virus”.

Per questo “penso che, se avessimo aspettato un paio di settimane in più, non mesi ma 2-3 settimane, probabilmente la dinamica sarebbe stata più favorevole”. Lo ribadisce ad ‘Agorà’ su Rai3 il virologo Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova.

“Noi dobbiamo guardare i dati di Israele e Inghilterra, che ci dicono che con il vaccino se ne può uscire. Allora perché far correre un rischio inutile a persone fragili per non aspettare 2-3 settimane? Non si trattava di aspettare mesi, ma 2-3 settimane – ripete Crisanti – e arrivare in una situazione di sicurezza”.

Poi: “La trasmissione del virus è esclusivamente una questione di probabilità, più ci si incontra più le probabilità crescono. Ogni azione conta – spiega Crisanti – conta la mascherina, conta il distanziamento, conta evitare gli assembramento. Il virus circola alle 8 di mattina come la sera tardi ma il coprifuoco dà il suo piccolo contributo al controllo dell’indice Rt”.

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