Covid, Bianchi: “Tutti si mettano a disposizione per la rinascita dell’Italia”

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“Dobbiamo chiedere a tutti di mettere loro stessi a disposizione per il nuovo Paese che uscirà da questa fase difficile e lo dobbiamo fare partendo dalla riscoperta della parola”.

Lo ha affermato il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi nel suo intervento alla cerimonia del Premio Francesco De Sanctis.

“La scuola è questa: è la capacità di dare ad ognuno le parole per dirlo. Perchè se io non ho le parole per dirlo io qualcun altro lo dice per me. E troppo spesso abbiamo visto dei luoghi e dei mondi in cui altri si appropriavano dei miei pensieri e delle mie parole. Di pensieri dei ragazzi e delle parole dei ragazzi”.

“La scuola deve essere il luogo dell’unità e dell’integrazione – ha aggiunto il ministro – Invece non è stato sempre così: il 5 settembre del ’38 sotto il nome della legge si è perpetrata una vergogna, quella vergogna è stata poi il luogo in cui abbiamo ricostruito il senso di scuola che vuole la nostra Costituzione, che vuole la nostra Repubblica. La nostra Repubblica ha un fondamento: che è quell’articolo 2 in cui i diritti delle persone vivono se c’è la solidarietà, il diritto e il dovere della solidarietà. Credo che questo sia ancora il mandato della scuola oggi: insegnare ad ognuno che l’integrazione e l’inclusione si fa da una parte richiamando i diritti fondamentali della persona, ma dall’altra parte esercitando il dovere necessario della solidarieta”.

“In questo momento in cui dobbiamo uscire da questa lunga crisi che è stata esasperata dalla pandemia ma che aveva radici più lontane – ha sottolineato Bianchi – credo che quello che i nostri ragazzi chiedono è speranza, un segno di speranza”.

In chiusura del suo intervento, il ministro ha reso omaggio alla senatrice Liliana Segre, presente alla premiazione. “I ragazzi hanno bisogno di trovare una stellina che brilla anche nei momenti più difficili. E quella stellina ha un nome: quello di Liliana Segre”.

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