Covid, aumentano i casi fra i giovanissimi. IdeaScuola: microfoni per docenti e alunni, migliorare ventilazione e mascherine Ffp2

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Il Comitato Nazionale IdeaScuola scrive una lettera alle Istituzioni. “Genitori, docenti, esponenti del mondo accademico, medico e scientifico italiano, consapevoli dell’impatto della pandemia da COVID-19 sull’istruzione dei bambini, trasmettono la presente per evidenziare le proprie preoccupazioni in merito alle misure di mitigazione del rischio contagio nelle aule scolastiche, ritenute insufficienti a fronte della prevalenza della variante Delta nel territorio nazionale e propongono un approccio alla soluzione del problema proiettato al miglioramento della fruizione degli edifici scolastici a lungo termine e con una visione post-emergenziale”, si legge nella lettera.

In Italia – sottolineano – a tre settimane dalle riaperture delle scuole, si sono registrate più di 1.000 classi in quarantena per
positività da SARS-CoV-2. Inoltre, è interessante notare come già a metà settembre la Provincia Autonoma di Bolzano (che è stata la prima a riaprire le scuole in data 6 settembre 2021) ha osservato un innalzamento (in controtendenza rispetto al resto d’Italia) del proprio indice Rt, che ha superato anche il valore di attenzione (Rt>1). La P.A. di Bolzano attualmente risulta avere ancora la più alta incidenza di contagi per 100.000ab“.

E osservano: “dal 1 settembre al 24 novembre si è visto l’incremento maggiore dei casi in fascia 0- 9 anni con un +19% rispetto al +12% della fascia 10-9 anni e ad una media di +8% delle altre fasce di età“.

Esprimiamo dunque le nostre preoccupazioni sull’insufficiente livello di mitigazione del rischio degli attuali protocolli per i bambini, i docenti ed il personale scolastico, soprattutto in merito all’uso delle mascherine, nonché sulla possibilità di riduzione di quarantene o di altre forme di deroga che diminuirebbero ulteriormente il livello di sicurezza nelle aule, a maggior ragione per gli alunni minori di anni 12 che ancora non hanno accesso alla vaccinazione. Ricordiamo, inoltre, che la Società Italiana Pediatria (SIP) stima che 1 bambino su 10 in Italia è fragile (in media, 2 per classe) e dunque presenta un rischio più elevato di complicanze in caso di contagio“, aggiungono.

“La sicurezza nelle classi scolastiche, sia in occasione dell’evento pandemico attuale, sia in prospettiva per la
salute e la prevenzione di ogni altra patologia – rileva il Comitato –  deve passare inevitabilmente per una preliminare valutazione del rischio fatta su base ingegneristica ed epidemiologica, alla luce degli studi che mettono in correlazione la qualità dell’aria con il maggiore o minore rischio di contagio SARS-CoV-2, e sull’adozione di opportune azioni di
mitigazione orientate a:

▪ mitigare l’emissione dell’aerosol da parte di un eventuale soggetto infetto (ad esempio dotando le classi di microfoni, sanificati opportunamente, per le spiegazioni del docente o le interrogazioni degli alunni);

▪ migliorare la ventilazione (con sistemi di ventilazione meccanica controllata, sensori di CO2 per il controllo dell’aerazione ottenibile dall’apertura di porte e finestre) e la filtrazione dell’aria (con sistemi di purificazione) e il livello di qualità dell’aria anche in ordine al raffrescamento e al riscaldamento, azioni tutte connesse a provvedimenti di riqualificazione energetica degli involucri edilizi scolastici;

▪ sviluppare una corretta azione di informazione sui rischi reali di contagio nelle classi scolastiche;

▪ utilizzare dispositivi di protezione individuale quali mascherine chirurgiche o meglio filtri facciali (FFP2 o N95)“.

La lettera aperta alle Istituzioni integrale

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