Covid, alunni con disabilità a scuola e i compagni di classe a casa in DaD. La denuncia del MiSoS: “Ritorno alle classi speciali?”

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“Il nodo sull’inclusione in didattica a distanza per gli alunni con disabilità che dovranno frequentare in presenza, si sta verificando come mesi fa”. Lo ha detto il Presidente Misos, Ernesto Ciracì nel corso del webinar sull’emergenza sostegno a cura di Unicurs _Consorzio Universitario.

Nonostante il nuovo Dpcm con la relativa nota n. 343 del 4 marzo 2021, si rifà a quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e all’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020“, scrive Ciracì, dove viene sottolineata “la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, con il presupposto di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica, attraverso un gruppo di allievi della classe di riferimento, che potrà variare nella composizione o rimanere immutato, in modo che sia costantemente assicurata quella relazione interpersonale fondamentale per lo sviluppo di un’inclusione effettiva e proficua, nell’interesse degli studenti e delle studentesse”, le cose tuttavia non sembrano funzionare come indica la norma.

Infatti,  “dalle recenti testimonianze giunte all’associazione MiSoS da parte sia dei genitori di alunni con disabilità che docenti di sostegno, purtroppo si sta verificando nuovamente, a distanza di tre mesi circa, che in gran parte dei casi, ci si è ridotti ad una didattica in presenza esclusivamente rappresentata solo dagli alunni con disabilità, che paradossalmente in classe si sono collegati con il device dalla propria aula, attraverso la didattica a distanza distanza, con i propri compagni di classe”.

Questa pessima prassi, che di inclusione non ha nulla, è quasi un ritorno alle classi speciali, come sta avvenendo in diverse zone rosse. Ci chiediamo che senso abbia continuare con questo modus operandi che invece di richiamare gruppi inclusione richiama gruppi differenziali“, conclude il presidente del MiSoS.

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