Covid, Abrignani: “Il tampone salivare non è meglio del vaccino”

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“Non si deve far passare l’idea che il tampone salivare sia meglio del vaccino, non sostituiscono l’immunizzazione”.  A fare chiarezza è l’immunologo dell’Università Statale di Milano e membro del Cts, Sergio Abrignani, ospite di ‘Agorà Estate’ su RaiTre, commentando le ipotesi di usare i tamponi salivati rapidi per l’accesso in alternativa al Green pass o per l’accesso a scuola.

“I tamponi salivati antigenici hanno una sensibilità limitata e sono utili perché danno un risultato in pochi minuti ma mitigano il rischio e non l’azzerano“, avverte. Questi test “hanno un senso se usati occasionalmente e non tutti i giorni”, conclude Abrignani.

Poi spiega: “In autunno c’è il rischio della vita di comunità che riparte e se non ci vacciniamo tutti è più probabile che ci siano più focolai. Con i mezzi pubblici al chiuso, le scuole al chiuso, tutta la vita che riparte e si svolge in ambiente chiusi, se abbiamo il 20% di non vaccinati è tutto più a rischio. Spero non ci siano chiusure ma nessuno lo sa. Possiamo mitigare il rischio vaccinandoci il più possibile”.

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