Covid, a Natale docenti del Sud in fuga dal Nord per rientrare prima dei divieti

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Sono tanti i docenti del Sud che lavorano al Nord, che vogliono tornare a casa prima del 21 dicembre. Problemi in vista per i presidi.

Nelle prossime ore regioni come la Lombardia e il Piemonte passeranno in zona gialla per effetto dell’ordinanza del Ministero della Salute. Tuttavia, salvo modifiche possibili del decreto legge covid, le regole per gli spostamenti restano quelle conosciute, specie dal 21 dicembre al 6 gennaio, come ha anche ricordato il Governo. Tali limitazioni di spostamenti da una regione all’altra stanno influenzando anche la scuola: i docenti del sud che lavorano in Piemonte o Lombardia, ad esempio, stanno già chiedendo permessi o ferie per tornare a casa prima del 21 dicembre, per non incorrere nelle sanzioni.

Questo significa avere scoperti due giorni di scuola almeno. Due giorni senza tantissimi insegnanti.

Il Corriere della Sera riporta alcune situazioni raccontate dai dirigenti scolastici: “Come potrei assicurare le attività didattiche se si verificasse un esodo di massa come nel primo lockdown? Non avrei nemmeno il tempo di avvisare i genitori”, dice Maddalena Di Muccio, preside all’istituto comprensivo Capponi  di Milano che, in questi giorni, ha raccolto la preoccupazione di molti altri suoi colleghi.

La preside lancia un appello al presidente della Regione Attilio Fontana: Vorrei che il governatore chiedesse al governo una deroga, in modo che siano garantiti sia il diritto allo studio dei ragazzi, sia la possibilità per loro e per gli insegnanti di raggiungere i familiari che vivono in altre regioni. Si tratta nella maggior parte dei casi di lavoratori stabili nella precarietà, ovvero che insegnano qui da anni e quindi hanno spostato qui la residenza, ma che sono soli”

I precari sono circa il 35 per cento del totale e chi viene da fuori è soprattutto in questa categoria — spiega Tobia Sertori segretario generale di Cgil Scuola Lombardia —. Il vero tema è ciò che succederà in quei giorni nelle scuole primarie e alle medie, perché alle superiori c’è la dad“.

Avendo la residenza nella Regione in cui lavorano da anni, per molti docenti o lavoratori Ata tornare al Sud da parenti e amici diventa ostico in quanto, il Nuovo Dpcm del 3 dicembre, prevede di raggiungere domicilio o residenza in ogni momento. Ma se manca il requisito ciò non sarà possibile.

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