Covid-19, Sinopoli (FLC Cgil): “Fare attenzione alle varianti, serve governo nazionale dell’Istruzione”

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“In classe al 100% sì, ma facciamo i conti con le varianti. Per un ritorno in presenza in sicurezza vanno messe in campo misure da gestire a livello nazionale. Serve un governo nazionale dell’Istruzione”.

Così all’Adnkronos il segretario nazionale di Flc Cgil, Francesco Sinopoli, commentando la direzione
indicata dal neo ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in un’intervista sul quotidiano La Repubblica a riportare tutti gli studenti in classe.

“Quanto è accaduto in questi mesi – rileva il sindacalista – è grave. Servono azioni: chiarezza sui dati del contagio negli edifici scolastici; aggiornamento dei protocolli di sicurezza che contempli anche un programma di screening periodico della popolazione scolastica ed implementazione della campagna vaccinale, dato che l’età media dei docenti è sopra i 55 anni”.

“E bisognerà risolvere gli altri problemi insoluti – prosegue Sinopoli – Il prossimo anno scolastico sia stabile grazie alla stabilizzazione dei precari, da pianificare subito. Guardando alla scuola in prospettiva c’è necessità di un organico aggiuntivo covid; di una riduzione alunni per classe; di un tempo-scuola più ampio; di trasporti. Temi che porremo nel presidio di domani a viale Trastevere, programmato prima del cambio di guida del Dicastero”.

La nota della Flc Cgil

Dal primo settembre 2021 ogni scuola dovrà avere tutti gli insegnanti e tutto il personale al suo posto: ogni classe dovrà avere i propri insegnanti, ogni scuola tutti collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici necessari e ogni istituto dovrà avere il proprio dirigente scolastico e DSGA.

Per questo domani 16 febbraio alle 16, la FLC CGIL sarà in presidio davanti al ministero dell’Istruzione perché servono misure urgenti per stabilizzare i lavoratori precari con tre anni di servizio accelerando le immissioni in ruolo con procedure veloci ed efficaci.

Vanno inoltre, pagati regolarmente gli stipendi dei lavoratori precari che attendono da tempo di essere retribuiti. Vanno trasformati da saltuari a contratti al 30 giugno, i contratti a tempo determinato stipulati per fronteggiare l’emergenza della pandemia.

Vanno aumentati gli organici per ampliare il tempo scuola, ridurre il numero degli alunni per classe, trasformare l’organico di fatto ormai consolidato in organico di diritto.

Vanno infine restituiti alle scuole i fondi che esse sono state costrette a stornare dai propri bilanci per retribuire il personale precario a causa dei mancati trasferimenti dovuti dal ministero a questo scopo.

Per questi motivi – scrive il sindacato – manifesteremo domani assieme alle lavoratrici e lavoratori precari della scuola.

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