Covid-19, settore delle gite scolastiche rischia il collasso. Ciminnisi (Fiavet): “Rischiamo tanti licenziamenti”

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Con il divieto di gite e viaggi  scolastici si rischia il collasso del settore turistico specializzato e del suo indotto.

“Il turismo scolastico in Italia vale circa un miliardo di volume di affari. Io rappresento con la mia agenzia un volume di affari di 250.000 euro di fatturato di settore, e come me ci sono il 40% delle agenzie nel Paese. Ci sono poi almeno 150 agenzie grandi che fatturano intorno ai 7 milioni solo per il turismo scolastico. Così si arriva a un miliardo che va perso del tutto”.

Sono alcune cifre, accompagnate dal grido di dolore, snocciolate all’Adnkronos da Giuseppe Ciminnisi, coordinatore del gruppo di lavoro sul turismo scolastico di Fiavet, in merito alle perdite che può provocare il divieto di gite e viaggi scolastici previsto nel nuovo  decreto.

“Nessuna gita scolastica è stata fatta nel 2020. Ci sono poi molte agenzie che si occupano esclusivamente di viaggi scolastici, perché è  un settore a parte, che sicuro con questo nuovo decreto chiuderanno. – afferma Ciminnisi – Inoltre con questo decreto si innesca un problema: sono stati dati i voucher per chi aveva anticipato il denaro, spendibili nei 18 mesi, le quinte hanno invece avuto il rimborso, ma  chi fa la quinta quest’anno, non aveva ancora anticipato denaro e non potendo viaggiare, noi agenzie non potremo riscattare l’anticipo che abbiamo versato alle compagnie aeree, e agli altri fornitori nel pacchetto, oltre a veder immobilizzati capitali investiti anche di  100.000 euro a classe rischiamo di perderli. Naturalmente poi, a chiusura 2020 e fine cassa integrazione, tutti noi saremo costretti a  licenziare il personale dedicato al turismo scolastico”.

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