Covid-19, scatta l’allarme variante inglese: a scuola già registrati casi. Occhi puntati sui più giovani

Stampa

E’ ufficiale: le varianti del covid-19 hanno preso piede anche in Italia. Specialmente quella inglese che purtroppo lascia molta incertezza anche perchè, a quanto pare, sarebbe fra bambini e giovani, maggiormente trasmissibile rispetto al covid originario. Questo significa che la scuola potrebbe diventare sorvegliata speciale, più di quanto non fosse già fino ad oggi. Anche perchè negli ultimi giorni i casi di variante inglese sono stati già registrati anche nelle scuole.

E’ lo stesso Ministero della Salute a spiegare che la variante inglese del virus SarsCov2 è probabilmente destinata a diventare quella prevalente nei prossimi mesi. Anzi: i risultati preliminari della ‘flash survey’ condotta dall’Iss e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali, mostrano come in Italia il 17,8% delle infezioni Covid-19 è dovuto alla ‘variante inglese. Il risultato dell’indagine, comunica il ministero della Salute, ci dice che nel nostro Paese, così come nel resto d’Europa – in Francia la prevalenza è del 20-25%, in Germania del 30% – c’è una circolazione sostenuta della variante. 

Stando a ciò che dicono gli esperti inglesi – ha ricordato nei giorni scorsi Massimo Galli, primario dell’ospedale Sacco di Milano -, i primi riscontri confermano che la variante inglese si trasmette più velocemente tra i più giovani. Varie evidenze vanno in questa direzione“.

Covid-19, passano in arancione Liguria, Toscana, Abruzzo e Trentino. Sicilia verso la zona gialla. Blocco spostamenti fino al 25 febbraio

 

I focolai a scuola di variante inglese covid-19

Già le scuole hanno registrato diversi focolai, molti dei quali riconducibili alla variante inglese. Ad esempio, nel Comune di Bollate, in provincia di Milano, tre contagi di variante inglese sono stati individuati nel focolaio emerso nelle scuole, per un totale di 59 positivi tra bambini, familiari e personale scolastico. Ecco perchè il sindaco ha deciso di chiudere due scuole, quasi 700 alunni a casa. Scuole chiuse anche in provincia di Bergamo, ad Arcene, con alunni che passano in DaD per il momento. Anche qui il sospetto è dovuto alle varianti covid-19.

Umbria e Marche sono già da giorni al centro dell’attenzione: in Umbria le varianti circolano anche nelle scuole, con bambini fino ai 10 anni positivi. Circa 50 comuni della provincia di Perugia e una decina di Terni sono già zona rossa.

Nelle Marche casi positivi alla cosiddetta variante inglese sono stati rilevati tra gli alunni delle scuole di Tolentino, Pollenza e Castelfidardo.

In Abruzzo sono tornate in Dad le scuole superiori e lo saranno fino al 21 mentre a Pescara, causa variante inglese covid-19, chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado.

In Alto Adige zona rossa fino al 28 febbraio, con la chiusura delle attività didattiche in presenza prima di scuole medie e superiori e poi da giovedì 11, anche le scuole primarie.

Nuovi casi di positività sono stati segnalati nelle scuole di Pozzuoli e gli istituti sono stati chiusi a Somma Vesuviana (Napoli).

I dati dell’ultimo monitoraggio Istituto superiore di Sanità e ministero della Salute evidenziano con chiarezza una tendenza: le Regioni che hanno aperto per prime le scuole superiori sono quelle con l’Rt più alto. L’Alto Adige, che ha riportato gli studenti nelle aule il 7 gennaio, guida l’amara classifica con 1,25. A seguire le tre Regioni che hanno riaperto l’11 gennaio: Abruzzo con 1,22, Basilicata con 1,20 e Toscana con 1,1. Al contrario, agli ultimi posti troviamo le Regioni che hanno riaperto le scuole per ultime: Friuli-Venezia Giulia con 0,98, Sardegna con 0,87, Veneto con 0,71 e Sicilia con 0,66. Solo una casualità?“, scrive l’Unisc, che nelle scorse settimane ha lanciato  petizione che ha ottenuto quasi 200 mila firme  per far tornare alla DaD gli studenti.

Insomma, adesso bisogna capire come agire: le varianti stanno prendendo piede: “In questa fase delicata  dell’epidemia si conferma la circolazione diffusa di varianti virali a più elevata trasmissibilità nel nostro Paese“, ha rilevato l’Istituto superiore di sanità e ministero della Salute, nella bozza del report sull’andamento di Covid-19 in Italia, relativo al periodo 1-7 febbraio con dati aggiornati al 10.

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur