Rezza: “Riapertura delle scuole? Ancora troppo presto per dire quando, dobbiamo tenere bassa la circolazione virale”

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“Oggi abbiamo dei dati contrastanti, più di 14mila positivi e rapporto di positività sotto il 10% con un meno 92 di ricoveri in terapia intensiva, tuttavia il dato dei morti a 846 è davvero molto elevato e ciò indica che in questi 2-3 mesi il numero delle persone infettatesi è grande con una ripresa dell’epidemia imponente”.

Lo ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, alla conferenza stampa sull’analisi della situazione epidemiologica.

“Purtroppo abbiamo un dato dei morti molto elevato, 846. Ieri erano 491, queste fluttuazioni sono dovute probabilmente anche a problemi di segnalazione più o meno tempestiva, ma 846 è un dato veramente ancora drammatico. Significa che il numero di persone infettate è veramente elevato in questi due tre mesi. C’è stata una ripresa dell’epidemia veramente imponente”, ha aggiunto.

E ancora: “Balza agli occhi il dato del Veneto che sta sopra i 3mila contagi con tasso di positività del 18%, mentre la Lombardia cala e c’è un netto miglioramento in Campania rispetto a un mese fa. Ciò dimostra che le misure restrittive funzionano: le regioni che avevano incidenze più elevate e che sono state sottoposte a misure più restrittive ora stanno meglio delle altre. Siamo ancora sopra la soglia critica per l’occupazione dei posti in terapia intensiva e di area medica”.

Sulla scuola: “La riapertura delle scuole è un traguardo che tutti auspicano avvenga il prima possibile, magari dopo le feste, ma è ancora presto per dire quando riaprire le scuole superiori. Intanto dobbiamo tenere bassa la circolazione virale. Purtroppo, infatti, nonostante abbiamo avuto  dei successi nell’abbassare l’Rt che adesso è intorno a 0,8,  l’incidenza dei nuovi casi è ancora elevata. E se noi abbiamo tanti  casi, anche l’Rt di poco inferiore a 1 produce comunque molte  infezioni. Questo è il punto cruciale: finché non abbassiamo di molto l’incidenza, è difficile parlare di ripresa completa di tutte le  attività”.

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