Covid-19, quasi 150 casi di malattia di Kawasaki tra i bimbi in Italia, ma nessun decesso

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Durante la prima ondata pandemica sono stati 53 i casi di sindrome multi-infiammatoria sistemica nei bambini – anche detta ‘Kawa-Covid’- e 96 quelli da malattia di Kawasaki classica registrati in Italia, per un totale di 149, ma non c’è stato nessun decesso.

Tutti i bambini osservati, inoltre, non avevano malattie pregresse, ma è possibile fossero geneticamente predisposti. Sono i dati che emergono da una ricerca promossa dal Gruppo di Studio di Reumatologia della Società italiana di Pediatria (Sip), presentato al Congresso straordinario digitale Sip e che coinvolto circa 200 pediatri in tutta Italia.

Studio che verrà riaperto a breve per continuare a raccogliere dati anche nella seconda ondata perché “abbiamo notizia di casi di sindrome multi-infiammatoria sistemica che si stanno ripresentando in varie parti d’Italia”, precisa uno degli autori Andrea Taddio, associato di Pediatria all’Università di Trieste.

“Le forme iperinfiammatorie sistemiche – sottolinea Angelo Ravelli, direttore della Clinica Pediatrica dell’Istituto Gaslini di Genova, e tra gli autori dello studio – non sono condizioni diverse dalla malattia di Kawasaki, ma fanno parte di un unico spettro di patologia che va dalle forme meno gravi a quelle più gravi. Quando il Sars-Cov-2 con una forte carica virale colpisce soggetti con una particolare predisposizione genetica, in un’età non abitualmente colpita dalla malattia di Kawasaki, può dare delle forme molto più aggressive, dette sindromi multi-infiammatorie sistemiche o Kawa-Covid, ma che fanno parte comunque dello stesso spettro clinico”.

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