Covid-19, le varianti preoccupano le Regioni: a rischio l’apertura delle scuole

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L’emergenza Covid-19 non accenna a placarsi. Adesso a preoccupare le Regioni sono le varianti, soprattutto quella inglese.

Per il momento, è doveroso scriverlo, non c’è correlazione scientifica tra l’aumento dei contagi in classe e le suddette varianti, ma nelle ultime settimane sono cresciuti i focolai all’interno delle scuole, creando contagi soprattutto tra i docenti.

I dati potrebbero quindi spingere il governo Draghi a una nuova chiusura.  Così come segnala il Messaggero, dai primi riscontri sull’abbassamento marcato dell’età media dei positivi, gli esperti affermano che la variante inglese possa contagiare più facilmente i ragazzi delle medie e delle elementari. Anche il Comitato tecnico scientifico ora frena sulla riapertura e le parole del consigliere del Ministero della Salute, Walter Ricciardi, incutono timore.

Le scuole devono avere la priorità sull’apertura, ma ora sembrerebbe essere molto rischioso.

La priorità per il Paese è quella di mettere in sicurezza i docenti e gli Ata fragili attraverso le vaccinazioni. Le Regioni si stanno muovendo in ordine sparso: dal Piemonte alla Puglia passando per Friuli Venezia Giulia e Toscana.  Situazione da monitorare in Lombardia e soprattutto in Umbria e Abruzzo: in quest’ultima regione fino al 21 febbraio gli studenti delle scuole superiori sono in didattica digitale. Chiusi anche tutti gli istituti in Alto Adige fino al 28 febbraio.

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