Covid-19, Ippolito: “Il futuro si fa a scuola, non pensare solo ai ristori. Sì al ritorno in classe”

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“Il raffreddamento della curva c’è perché abbiamo usato le mascherine, abbiamo fatto le chiusure, abbiamo evitato gli assembramenti. Dobbiamo mantenere queste regole, anche a Natale, perché il virus continua a circolare. Dobbiamo pensare a quanto ci costa questa pandemia in termini di vite umane e di spesa sanitaria”.

Lo ha detto Giuseppe Ippolito, Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani IRCCS di Roma.

E poi: “Quando parliamo di possibili riaperture e di misure anti-Covid più morbide in vista del Natale, non ci rendiamo conto che noi perdiamo ogni settimana un paese di almeno 5mila abitanti, che abbiamo avuto 50mila morti, un numero enorme, e che ancora abbiamo gli ospedali occupati e devastati”.

Sulle scuole: “A Milano c’è un pressing per riaprire le scuole. Se qualcosa dobbiamo fare, partendo dall’esempio di Milano, è riaprire le scuole e usare sistemi aperti. Ho molto apprezzato che ieri mattina a Milano ci sono state lezioni in cortile in un liceo. Questo significa che noi dobbiamo riaprire un modello di vita normale partendo non solo dagli aspetti economici ma da quelli che riguardano il futuro del Paese. Il futuro si fa prima di tutto con la scuola. Dobbiamo capire questo e non pensare solo al risparmio economico e ai ristori”. 

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