Covid-19, in Piemonte lo screening a scuola non funziona. La Regione: ora basta il 25% della classe

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Non ha funzionato, come si pensava, il programma “Scuola Sicura” in Piemonte per la seconda e terza media. 

Così come segnala La Stampa, la Regione Piemonte ha inviato venerdì scorso una lettera ai dirigenti scolastici. L’obiettivo per il governo regionale è quello di mantenere il più possibile la didattica in presenza.

La partecipazione allo screening, su base volontaria e gratuita, è stata rimodulata sul 25%. Lo studente, si legge, potrà essere accompagnato all’hotspot da un maggiorenne munito di delega – e non necessariamente un genitore. Poi, nel prenotare, il Sisp-Scuola favorirà le famiglie con orari pomeridiani o fine settimana.

Non mancano le perplessità anche su questa rimodulazione. Maria Antonietta Roma, dirigente dell’Ic Baricco, spiega: “Uno dei pilastri scientifici su cui si basava l’efficacia della proposta era proprio che almeno metà della classe, divisa in quattro gruppi, a rotazione facesse lo screening per contenere i contagi, evitando che positivi asintomatici fossero inconsapevoli untori. Questo progetto deve comunque partire e cambiano pure i presupposti?”

Poi lancia la proposta: “Meglio usare le risorse per fare il tampone a tutti nella classe di un positivo, evitando di far perdere inutilmente lezioni e ai genitori di doversi assentare dal lavoro”.

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