Covid-19, in caso di sintomi se il test rapido è negativo bisogna fare il molecolare. Lo dice il Ministero della Salute CIRCOLARE

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Arriva una nuova indicazione da parte del Ministero della Salute: la circolare pubblicata il 15 febbraio, dal titolo “Aggiornamento sull’uso dei test antigenici e molecolari per la rilevazione di SARS-CoV-2”, che aggiorna le indicazioni alla luce della circolazione delle nuove varianti del virus.

Data la sensibilità analitica non ottimale” di diversi test rapidi oggi disponibili, “è consigliabile confermare la negatività di test antigenici eseguiti su pazienti sintomatici o con link epidemiologico con casi confermati di Covid-19“. E “questa necessità è rafforzata dalla possibile circolazione di varianti virali con mutazioni a carico della proteina N, che è il principale antigene target utilizzato in questo tipo di test“.

In pratica, chi ha sintomi riconducibili al covid-19, se dovesse sottoporsi al tampone rapido e se questo dovesse risultare negativo, è necessario procedere al tampone molecolare.

Anche in questo caso, la maggiore aggressività delle varianti covid-19, sta mettendo sull’allerta anche dal punto di vista dei tamponi rapidi.

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Tuttavia, la circolare spiega: “si ribadisce comunque che, in caso di mancata pronta disponibilità di test molecolari, o in condizioni d’urgenza determinate dalla necessità di prendere decisioni di sanità pubblica in tempi rapidi, si può ricorrere per la conferma a test antigenici, quali appunto i test antigenici non rapidi (di laboratorio), i test antigenici rapidi con lettura in fluorescenza e quelli basati su microfluidica con lettura in fluorescenza, che rispondano alle caratteristiche di sensibilità e specificità minime sopra indicate (sensibilità ≥80% e specificità ≥97%, con un requisito di sensibilità più stringente (≥90%) in contestia bassa incidenza)”.

CIRCOLARE MINISTERO DELLA SALUTE

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