Covid-19, il matematico Sebastiani: “Situazione preoccupante. Servono nuove misure restrittive”

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La situazione dell’epidemia di Covid-19 in Italia è tale da richiedere nuove misure, senza le quali sarà impossibile riprendere il tracciamento. Lo indica un’analisi condotta da Giovanni Sebastiani, matematico dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘Mauro Picone’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

I dati rivelano una situazione preoccupante, alla luce della quale, dopo gli effetti positivi delle misure del periodo delle feste di fine anno, sarebbe necessario mettere in atto al più presto nuove misure restrittive analoghe per tipo e durata“.

Per la maggioranza delle regioni-province autonome il trend negli ultimi 7-10 giorni è di aumento o di stasi. Le misure restrittive di Natale-Epifania, hanno permesso, dapprima di contenere l’aumento della percentuale dei positivi sui casi molecolari dal 10% pochi giorni prima di Natale al picco del 13% dei primi giorni dell’anno, e poi la discesa fino al valore attuale dell’8%“, prosegue Sebastiani.

La percentuale dei positivi, osserva il matematico, è stata calcolata, dal 15 gennaio, solo sulle undici regioni-province autonome che trasmettono i dati sui positivi separatamente per i test molecolari e per quelli antigenici rapidi, mentre le altre non lo fanno, Tra queste ci sono regioni molto popolose e molto colpite dall’epidemia, come Abruzzo, Liguria, Marche e Veneto. Questo perché, rileva Sebastiani, “calcolare la percentuale cumulando i dati dei due tipi di test è sbagliato in quanto le percentuali separate sono molto diverse e quindi quella cumulativa dipende dalla percentuale dei test molecolari sul totale dei test, che varia molto tra le regioni. 

Delle undici regioni considerate, dieci (Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e provincia autonoma di Trento) presentano una stasi della curva della percentuale dei positivi e la provincia autonoma di Bolzano ha un trend di aumento. Per quanto riguarda le curve delle terapie intensive, che come al solito mostrano cambiamenti dopo le curve della percentuale dei positivi, sei regioni (Abruzzo, Basilicata, Bolzano, Puglia, Sicilia e Valle D’Aosta) mostrano un trend di aumento, sei di stasi (Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Piemonte e Umbria), mentre nove di discesa (Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Molise, Sardegna, Toscana, Trento e Veneto).

Sebastiani, ricordiamo, è uno degli osservatori più attenti per quanto riguarda il contagio covid a scuola, invitando riflettere e ragionare in termini di fasce d’età, perchè queste non sono tutte uguali: “La fascia da o-13 anni ha un impatto molto basso sui contagi. Poi non abbiamo il problema dei trasporti affollati in questa fascia“. Quella più critica, pertanto, resta la fascia degli studenti di scuola superiore, dove l’incidenza covid è decisamente più importante.

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