Covid-19, il 40% del personale scolastico potrebbe rientrare fra “i lavoratori fragili”

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Nelle scuole italiane lavora il personale con una media di età superiore a quella che si registra in altri paesi dell’area Ocse. Il dato statistico porta con sé un’informazione indiretta: si tratta dei soggetti che proprio per la loro età sono stati considerati finora a maggior rischio di infezione da Covid-19.

A fare questa associazione è stato il Fatto Quotidiano che ha dedicato un articolo ai dipendenti scolastici considerati come lavoratori fragili, condizione data dall’età anagrafica o dalla presenza di patologie particolari.

Dati alla mano, ha calcolato che circa il 40% del personale fra Ata e docenti è quello indicato a rischio contagio e che al Ministero già paventano una valanga di assenze a cui dovranno far fronte con le supplenze i provveditorati e i dirigenti scolastici. Si tratta di poco meno della metà sia nel caso dei docenti, sia nel caso del personale Ata.

Nel documento allegato diramato dall’Inail alle strutture territoriali viene paventata l’ipotesi di valutare la condizione di “inidoneità temporanea o limitazioni dell’idoneità”. Dato lo stato di emergenza prorogato al 15 ottobre, c’è la possibilità che molti lavoratori che si trovano in situazioni critiche, quelle considerate di “fragilità”, presentino un certificato medico di esonero dalla presenza sul posto di lavoro considerato a rischio.

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