Covid -19, con le scuole aperte i contagi aumentano? L’esperto del ‘Gemelli’ di Roma: “La tendenza è quella”

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Roberto Cauda, direttore di Malattie infettive del Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs di Roma, spiega come sia difficile prendere le decisioni sulla chiusura e apertura delle scuole, ammettendo però che con le scuole aperte, la tendenza è quella dell’aumento di contagi da covid.

In Campania le scuole dovrebbero richiudere a breve. In Puglia molte famiglie hanno scelto la DaD, come prevede l’ordinanza regionale. E in Trentino Alto Adige nuovo lockdown con didattica digitale per tutti. in Valle D’Aosta, secondo Wired, dalla riapertura delle scuole (14 settembre) al 6 dicembre si sono registrati  690 contagi tra docenti e studenti. Nello stesso periodo, in questa regione che conta 125mila abitanti, i positivi al Sars-CoV-2 sono stati 5.545. Questo significa che il 12,4% dei contagi ha riguardato persone che hanno a che fare con la scuola.

Insomma, davanti alle prime incertezze, si pensa subito di chiudere in parte o totalmente la scuola, ritenuta da molti un possibile veicolo di contagio. Ne è convinto anche Roberto Cauda, direttore di Malattie infettive del Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs di Roma, anche se riconosce cha sia chiudere che aprire la scuola (e non solo), porta con sé inevitabilmente rischi in un caso e nell’altro.

Per quel che riguarda la scuola, ad esempio, sappiamo da uno studio su 131 paesi che la riapertura della scuola ha un suo peso nell’aumento dei contagi del 15%, a cui si deve aggiungere un ulteriore 7% legato ai trasporti”.

Sono dati internazionali, da misurare sui singoli Paesi  – spiega Cauda – ma la tendenza è quella. Quindi è chiaro che la chiusura delle scuole porta una diminuzione: ora il problema è cercare di bilanciare le chiusure con intelligenza“.

Anche il matematico Sebastiani aveva appunto riportato la ricerca menzionata da Cauda: su Lancet si dimostra come 28 giorni dopo la riapertura delle scuole, su 131 stati in tutto il mondo, ha visto un incremento del 25 % di contagi covid.

Su Science, invece, la ricerca è stata condotta al contrario: su 41 stati che hanno chiuso la scuola, ha registrato una riduzione della trasmissibilità del virus del 35%.

Infatti, “ogni apertura o riapertura porta con sé dei rischi che devono essere calcolati, siamo ancora in una fase molto delicata – spiega il Professore , analizzando quel che sta accadendo in questi giorni – se andiamo a vedere l’incidenza registrata dall’Istituto superiore di sanità vediamo che siamo ben lontani dalla soglia di “sicurezza” vale a dire delle 50 persone su 100mila:, con cui si riesce a mantenere il contenimento, ora invece siamo a 289 per 100mila. Per riuscire ad avviare un tracciamento efficace dovremmo avere 4330 nuovi contagi al giorno, ora siamo a 3 volte tanto. Quindi, stando a questi dati, è chiaro che l’aumento dei contagi spaventa e va tenuto sotto stretto controllo”.

La soluzione migliore, comunque per l’esperto, resta la politica dello ‘stop and go’: “aprire dove possibile e richiudere se si superar una certa soglia. Se la situazione epidemiologica di una regione tende ad aumentare, bisogna avere il coraggio e la velocità di chiudere. Non c’è la ricetta assoluta: siamo in una fase transitoria, quindi le chiusure hanno l’obiettivo di traghettarci verso il vaccino”, ha concluso Cauda.

 

 

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