Covid-19, chi dovrà decidere sugli spostamenti tra le regioni: le ultime ipotesi

Stampa

Il 15 febbraio scadrà il decreto-legge sugli spostamenti tra le varie regioni d’Italia.

Il nuovo Governo è chiamato a fare in fretta per rinnovare, confermare, modificare o eliminare le misure anti-Covid decise dalla squadra di Giuseppe Conte. 

Per il momento il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia è stato tra i pochi a essersi esposti: “Sarà il nuovo governo a fare una valutazione, e, sulla base del quadro epidemiologico, sulla mobilità tra le Regioni nelle diverse fasce e in particolar modo in fascia gialla, anche perché eventuali misure limitative necessitano di un apposito decreto legge”. 

Due le ipotesi: il governo Conte è ancora in carica per gli affari correnti e in teoria potrebbe adottarlo ma la scelta, spiegano diverse fonti governative, sarà più probabilmente lasciata al nuovo esecutivo: se non si allungheranno i tempi per la sua formazione, entro il fine settimana potrebbe infatti giurare e dunque essere in carica.

Meno fretta, invece, per la stesura e l’approvazione di un nuovo Dpcm con le eventuali modifiche agli orari di apertura delle attività, la conferma o l’abolizione del coprifuoco, ecc.: l’attuale decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri entrato in vigore a metà gennaio, infatti, resterà valido fino al 5 marzo.

C’è poco meno di un mese, dunque, per rivedere tutta la normativa su quello che si potrà fare da marzo in poi e quando e come lo si potrà fare.

Stampa

Graduatorie terza fascia ATA: incrementa il punteggio con le offerte Mnemosine, Ente accreditato Miur