Covid-19, Bucci: “La scuola non ha colpe per la seconda ondata. Ma non si è fatto abbastanza per proteggerla”

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Il professore di Biologia alla Temple University di Philadelphia Enrico Bucci conferma che la scuola non incide molto sui contagi covid

Sul ruolo della scuola nei contagi da covid si dibatte molto in queste settimane, riportando posizioni di chi ritiene la scuola un veicolo di contagio e posizioni di chi invece non ritiene che la scuola in presenza possa incidere sull’andamento epidemiologico. Fra questi ultimi c’è anche Enrico Bucci, professore di Biologia alla Temple University di Philadelphia, che insieme ad altri ricercatori riuniti nel Patto trasversale per la scienza mostrano come la scuola c’entri poco con l’escalation dei contagi.

Non vi è un eccesso di contagi nelle scuole italiane rispetto ad altre situazioni: i casi si sono diffusi nelle aule esattamente come in altri contesti sociali“, dice l’esperto a Repubblica che però avverte:”Questo significa che la scuola non è stata difesa, non si è fatto abbastanza per metterla in sicurezza, tanto che in termini di contagio è diventata come tutti gli altri luoghi non protetti“.

Bucci poi parla dello studio, evidenziando che sono stati riordinati “tutti i dati disponibili sui contagi in Italia al 31 ottobre, comune per comune. E li abbiamo rielaborati andando a vedere come i casi positivi si sono distribuiti nella popolazione scolastica e in quella non scolastica“.

Lo studio rivela infatti  “che l’incidenza è esattamente la stessa, dentro e fuori le scuole. Se su un grafico si mettono in ascisse i casi nella popolazione non scolastica e in ordinate i casi nella popolazione scolastica, le diverse regioni si collocano su una retta, la cui pendenza è proprio il rapporto tra il numero di chi va a scuola e chi no. Un andamento che conferma quanto detto: nella scuola ci si contagia esattamente come altrove“.

Ricordiamo che la rivista Wired ha avuto accesso ai dati del monitoraggio sulle scuole per quanto riguarda i casi da Covid-19. Si tratta, però, di dati incompleti, che sono stati forniti su base comunale e riguardano 2.546 comuni sugli oltre 6.700 sul cui territorio ha sede una scuola.

Dati poi smentiti dalla Ministra Lucia Azzolina: “Ci sono ancora contagi da Covid-19. I dati ci sono, li abbiamo raccolti e affidati all’Istituto Superiore di Sanità perché lì lavorano degli esperti che devono interpretarli, settimana per settimana. Ho letto quello che è stato scritto su un giornale, ma io mi devo difendere, devo difendere il Ministero. Non si possono sparare numeri a caso. La scuola non ha influito sulla seconda ondata, questo ormai è chiaro. Chi sostiene il contrario o non ha fornito i dati agli specialisti o è in malafede. I dati ci sono. l ministero dell’Istruzione li ha raccolti pur non essendo proprio compito. Semmai abbiamo fatto un lavoro in più con un monitoraggio interno per avere un doppio controllo. E meno male, perché in alcuni casi, dove le Asl erano in sofferenza, i dati che noi avevamo erano gli unici. I contagi ci sono ancora, bisogna essere molto prudenti, per far sì che questo Natale non diventi un’altra estate”.

 

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