Covid-19, Battiston: “Il movimento indotto dalla riapertura delle scuole non è gestibile, serve la DaD per un periodo di tempo limitato”

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Mezzi pubblici pieni, spostamenti di massa e scuole riaperte. Si potrebbe riassumere così l’ondata di Covid-19 nel mese di ottobre. Una crescita esponenziale del virus che ha messo in crisi il governo. L’epidemia ha subito una brusca accelerazione così come testimonia, su La Repubblica, il fisico Roberto Battiston e la scuola ha contribuito.

Non tanto quello che accade in classe, ma quello che accade al contorno, trasporti pubblici, attività sportive, attività sociali, attività familiari, fino a feste e incontri tra amici. Il sistema intero del paese viene messo alla prova dalla riapertura scolastica in presenza.

“Se contiamo anche i familiari, si superano abbondantemente i 30 milioni di persone che entrano in contatto in modo vario a causa della riapertura della scuola in pre senza. I numeri della scuola rappresentano una grandissima parte della società, quello che accade attorno alla scuola accade alla società nel suo insieme. Il “resto della società” di fatto non esiste, con buona pace di Arcuri e di Azzolina”, scrive Battiston.

I dati di ottobre mostrano che il movimento indotto dalla riapertura delle scuole in presenza, specie delle superiori, non è gestibile nelle condizioni attuali di funzionamento delle infrastrutture sociali ad esso collegate e occorre ricorrere per un po’ di tempo alla DAD.

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