Covid-19, Bassetti: “Fare l’Italia tutta rossa o tutta arancione è sbagliato”

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Per l’esperto Bassetti non si possono adottare zone rosse o arancioni indistinte su tutto il territorio nazionale ma bisogna prevedere misure ad hoc territoriali

Per arginare il virus dobbiamo ragionare su un sistema di geolocalizzazione perché quello che può andare bene per Milano, può non essere valido a Roma e viceversa. Dobbiamo continuare a lavorare con un sistema scientifico che è quello di guardare al territorio, all’indice Rt, al riempimento degli ospedali, dei pronto soccorso e delle terapie intensive. Fare l’Italia tutta rossa o tutta arancione senza alcuna differenza è sbagliato: lo abbiamo fatto a Natale e mi pare non abbia portato i frutti sperati. I lockdown servono, ma devono essere mirati e circoscritti nel tempo“.

Lo sottolinea Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria.

Qui all’ospedale San Martino la situazione clinica è sotto controllo: abbiamo molti posti letto liberi, siamo tornati a vedere anche le infezioni ‘non-covid’ e i dati di letalità confermano un trend positivo della seconda ondata rispetto alla prima. Parlo ovviamente del reparto che dirigo dove abbiamo assistito ad una riduzione della mortalità del 50% durante la seconda ondata a parità di età e di gravità di malattia“, rimarca Bassetti in un post su Facebook.

Perché? Probabilmente abbiamo preso maggiore dimestichezza nella gestione della malattia – avverte – I malati arrivano prima, sappiamo cosa usare e cosa non usare. Anche questi dati confermano che ogni ospedale, ogni centro e ogni regione fanno storia a sé sul Covid e non è giusto generalizzare. Arriveranno sicuramente nuovi casi e probabili nuove ondate, che ci auguriamo non saranno troppo alte“.

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