Covid-19, anche le varianti preoccupano. Unsic insiste: “Scuole aperte sono motore del contagio”

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Proprio oggi che con i ragazzi della Sicilia si andava a completare il quadro del rientro in presenza della scuola superiore, arrivano però nelle ultime ore nuove chiusure dovute alle zone rosse di alcuni territori. A preoccupare sono anche le varianti covid-19 che avrebbero colpito alcuni comuni del Paese. Il sindacato Unsic rilancia l’appello: “tutti in Dad”.

Nelle ultime ore l’Abruzzo, una delle prime a riaprire gli istituti secondari di secondo grado subito dopo le festività natalizie, ha emanato un’ordinanza con la quale si dispone il ritorno alla didattica a distanza al 100% per 14 giorni.

Stessa sorte per gli studenti delle superiori dell’Alto Adige. Anche qui si era ripartiti subito dopo l’Epifania, ma da domani si torna in Dad e sarà lockdown fino a fine febbraio. Le scuole medie e superiori torneranno alla didattica a distanza a partire da lunedì 8 febbraio, mentre da giovedì 11 febbraio sarà il turno delle scuole elementari.

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Situazione delicata in Campania, che ha temporeggiato: l’unità di crisi regionale si aggiornerà martedì per un esame ancora più mirato e aggiornato dei dati di contagio nelle scuole, e ha comunque preso atto del “trend in crescita in atto in tutte le fasce dell’età scolastica”. Non si esclude un’ordinanza nei prossimi giorni per il ritorno alla Dad.

Il sindacato datoriale Unsic, che da settimane lancia appelli per evitare di tenere le scuole aperte e tornare alla Dad, avverte:

Il caso dell’Abruzzo è significativo – spiega l’Unsic. “Dalla settimana 11-17 gennaio, quella dell’apertura delle scuole, allo scorsa 1-7 febbraio, si è passati da 1.572 a 2.562 contagi. La settimana precedente la riapertura delle scuole i nuovi positivi erano 135 ogni 100mila abitanti, tra il 25 e il 31 gennaio sono saliti a 163. L’Abruzzo è inoltre una delle poche regioni che vede incrementare dall’11 gennaio sia le terapie intensive sia i ricoverati. Perché il governatore Marsilio, ora costretto al dietrofront, ha deciso di riaprire le scuole prima degli altri?” – si domanda il sindacato.

Anche in Toscana la situazione è in peggioramento. “Si è passati dai 2.901 contagi complessivi della settimana 11-17gennaio, quella della riapertura, ai 4.162 di quella 1-7 febbraio, appena conclusa. Addirittura, in provincia di Grosseto i casi sono più che quadruplicati (da 33 a 138), incrementi rilevanti anche a Pistoia (da 187 a 479), a Massa (da 151 a 262 settimanali), Prato (da 213 a 353), Lucca (da 254 a 374), Pisa (da 287 a 420), Arezzo (da 314 a 370) e Firenze (da 779 a 1.077). Leggera la crescita a Livorno (da 348 a 386), mentre Siena va controcorrente (da 337 a 303)”.

Scuole superiori: si torna alla didattica a distanza in diverse regioni e comuni. Il rischio aumento contagi Covid permane

L’Unsic aveva suonato il campanello d’allarme anche per il Molise, dove l’Asrem, l’azienda sanitaria regionale, ha individuato cluster in ben cinque istituti solo a Termoli e altri contagi scolastici a Campomarino, Frosolone, Larino, Mirabello, Palata, Sant’Elia a Pianisi. Qui la situazione è drammatica soprattutto sul fronte sanitario, con l’ospedale di Campobasso, l’unico Covid della regione, ormai saturo. Il governatore Toma è stato costretto a dichiarare zona rossa in ben 27 comuni.

Inoltre, nella provincia di Bolzano, la prima a rientrare in classe (7 gennaio), si è passati da 320 nuovi positivi (4-10 gennaio) a 686 (25-31 gennaio), più del doppio. Da qui la retromarcia.

Se non si favorisce la Dad, presto emergeranno problemi anche in altre regioni, ad esempio Campania, Lazio e Marche – continua l’Unsic. A Roma l’Asl 1 attesta la crescita costante dei positivi sia tra gli studenti sia tra il personale scolastico. In Campania, in dieci giorni di apertura delle scuole, dal 25 gennaio al 4 febbraio, sono già 2.280 i positivi nel mondo della scuola. Nelle Marche preoccupano le varianti. Sono proprio le varianti, insieme alle scuole aperte, ad alimentare la crescita del numero dei contagiati: se non si mette un freno oggi, già tra qualche giorno potremo assistere al peggioramento della situazione in molte regioni” – conclude l’Unsic.

 

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