Covid-19, almeno 9 regioni sperano nella zona gialla: il quadro aggiornato e le ultime notizie

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Sarà una giornata chiave, quella di venerdì, sul fronte dell’emergenza Covid-19. Sono almeno nove le regioni che sperano di passare in zona gialla e riaprire a partire da domenica bar e ristoranti, almeno per il pranzo.

In attesa dei dati dell’ISS, a tenere banco sono ancora i 14mila casi e i 492 morti giornalieri, segno che l’epidemia è ancora ampiamente diffusa nel paese.

I dati del Monitoraggio e l’analisi della Cabina di Regia

Il monitoraggio, così come segnala l’Ansa in un focus specifico, fotograferà però un’Italia in cui si conferma la tendenza già registrata la la settimana scorsa: le misure adottate a Natale e Capodanno hanno prodotto gli effetti sperati con la curva epidemiologica che è in calo per la seconda settimana consecutiva anche se i 14.372 casi al giorno confermano che si è ancora lontani dalla condizione che consente di tenere sotto controllo l’epidemia, vale a dire 5-7mila casi in 24 ore, con un’incidenza di 50 casi ogni centomila abitanti.

Covid-19, chi cambierà fascia

Alla luce dei dati non dovrebbero cambiare fascia le cinque già in zona gialla, Basilicata, Campania, Toscana, provincia di Trento e Molise. Tra le 14 regioni attualmente in fascia arancione, invece, almeno 9 hanno dati che le collocherebbero in fascia gialla: Abruzzo (con Rt a 0,81 e rischio basso), Calabria, Emilia Romagna (con Rt attorno a 0,7), Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lazio (Rt 0,73), Marche (Rt 0,88), Piemonte e Veneto (Rt 0,62).

Se il passaggio dovrebbe essere sicuro per Calabria, Veneto e Emilia Romagna, che sono entrate in zona arancione l’8 gennaio, per le altre bisognerà vedere (Abruzzo, Friuli Venezia-Giulia, Liguria, Lazio, Marche) se sono trascorsi i 14 giorni consecutivi nel livello di rischio inferiore visto che la maggior parte dei provvedimenti sono in vigore dal 17 gennaio.

Non dovrebbero invece cambiare colore Puglia, Piemonte, Umbria e Valle d’Aosta. Stessa sorte per la Sardegna, che ha dati da zona gialla ma è in zona arancione da solo una settimana, e per la Lombardia, che è in arancione solo dal 23. Tra le due in zona rossa, infine, non cambierà nulla per l’Alto Adige. La Sicilia, invece, dovrebbe passare da rosso ad arancione.

La situazione attuale

area gialla: Campania, Basilicata,  Molise, Provincia autonoma di Trento, Toscana;
area arancione: Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Veneto, Piemonte, Puglia, Sardegna, Umbria, Valle d’Aosta;
area rossa: Provincia Autonoma di Bolzano, Sicilia.

Covid-19, zona gialla, arancione e rossa: cosa accade per la scuola

Per quanto riguarda la scuola, con i passaggi dalla zona arancione a quella gialla, sostanzialmente non cambia nulla: in entrambe le fasce l’attività didattica è prevista in presenza al 100% dalla scuola dell’infanzia a quella secondaria di primo grado. Per la scuola secondaria di secondo grado, è prevista l’attività didattica in presenza in una percentuale compresa fra il 50% e il 75%. Il resto si svolge in DaD.

Questo vuol dire, allo stesso tempo, che Sicilia e Alto Adige, se dovessero passare in zona arancione, vedrebbero applicate le misure per la scuola di questa fascia di rischio. Al momento, infatti, in zona rossa, è prevista attività didattica in presenza fino alla prima media e dalla seconda media fino all’ultima classe di scuola superiore, gli studenti fanno lezione in Dad.

Covid-19, da lunedì 1 febbraio gli studenti di sette regioni ritornano in classe

Sette regioni, da lunedì 1 febbraio, sono pronte a far rientrare in classe i propri studenti delle scuole superiori: si tratta del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, della Basilicata, della Campania, della Puglia, della Calabria e della Sardegna i cui ragazzi che torneranno in presenza al 50%, alternandosi in classe. Al di là dei colori e delle disposizioni previste dai vari Dpcm, infatti, i presidenti di queste Regioni hanno firmato ordinanze che hanno previsto la didattica a distanza fino a lunedì prossimo.

Potrebbero tornare in classe anche gli studenti in Sicilia: la regione potrebbe passare dalla zona rossa, in cui si trova attualmente, all’arancione e quindi i ragazzi dalla seconda media alle superiori potrebbero anch’essi rientrare in aula.

Con la ripresa delle lezioni in presenza, lunedì, per tutti i 2,5 milioni di studenti delle scuole superiori italiane, si completa quindi il quadro del rientro degli 8,3 milioni di studenti della penisola.

Oggi intanto è emerso che sulla maturità, a causa della crisi politica, c’è uno stand by: l’ordinanza sugli esami di Stato arriverà, con ogni probabilità, a crisi conclusa. Il ministero dell’Istruzione ha portato a termine gli incontri con le rappresentanze di docenti, studenti e genitori. ora si attendono gli sviluppi del quadro politico.

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