Cottarelli, non ci saranno tagli alla pubblica istruzione

di Vincenzo Brancatisano
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“Confermo di non avere in mente tagli alla scuola e sulla pubblica istruzione”.

Lo ha appena detto Carlo Cottarelli durante un’intervista a RaiNews24, riferendosi a un’affermazione di Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle, che nel confermare l’interesse per il suo piano di spending review, aveva precisato che nel caso non avrebbe applicato la parte del piano che concerne tagli alla spesa scolastica.

Non ho mai proposto tagli all’istruzione e alla cultura – ha precisato il commissario ai tagli alla spesa ai tempi di Letta – . Il settore della pubblica istruzione e quello della cultura non sono settori dove spendiamo troppo. Per istruzione e cultura non spendiamo troppo”.

Non ci si dimentichi però dell’amaro sacrificio che fu richiesto ai tempi della sua collaborazione al governo Monti a centinaia di migliaia di precari della scuola che ancora piangono per il taglio secco del compenso sostitutivo delle ferie maturate e non godute.

Il timore oggi è che Cottarelli, che in realtà non è riuscito a tagliare granché a parte le ferie non godute, possa tornare a collaborare con il governo nuovo e possa riservare la mannaia a settori sensibili come l’istruzione.

Ma lui ci starebbe in un governo dei Cinquestelle?Io sono disposto a servire il paese – ha risposto in proposito – ma dipende da quel che si vuole fare. Il pareggio di bilancio e non è impossibile e nel giro di tre anni potremmo conseguirlo. Occorre bloccare la crescita del debito. Io sono disposto a collaborare ma insisto: bisogna capire quel che si vuole fare”.

Già, cosa si vuole fare? Cosa si vuole tagliare? Dove si vuole investire? Le rassicurazioni odierne di Cottarelli basteranno a rassicurare gli insegnanti? Del rinnovo del contratto con gli spiccioli ammanniti negli aumenti, dopo 9 anni di blocco, si sa tutto. Ma cosa sarà, ad esempio, dei prossimi scatti di anzianità, delle assunzioni sul turnover e della annunciata drastica riduzione degli alunni per classe?

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