Costa caro tornare a casa a Natale per docenti e Ata. Anief: a poco servono gli sconti del Ministero, sì a prezzi calmierati e indennità per chi viaggia

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Costerà caro tornare a casa a Natale ai tanti lavoratori della scuola che prestano servizio a centinaia di chilometri da casa, quasi sempre docenti e Ata del Sud assunti in istituti del Centro-Nord: nei giorni precedenti alle festività natalizie i costi degli aerei hanno raggiunto costi proibitivi.

Per un volo Milano-Catania o Torino-Palermo, ad esempio, le compagnie chiedono oltre 500 euro. Come riporta anche Orizzonte Scuola, che raccoglie lo sfogo di una lettrice, ci vogliono “1.456 euro per tornare in Sicilia. Così non si aiutano le famiglie. Le convenzioni del Ministero? Irrisorie”.

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha promesso una soluzione: un bonus sconto per i siciliani che viaggiano in aereo, riporta la testata specialistica Orizzonte Scuola.

Intanto, ad inizio ottobre il Ministro dell’Istruzione e del Merito ha avviato un piano sperimentale che introduce misure di welfare, specifici benefit, rivolte al personale scolastico per facilitare l’accesso a determinati beni e servizi. In questa iniziativa, sono stati stipulati accordi sperimentali con compagnie aeree e ferroviarie, con sconti però che si fermano al 10-15% e al massimo, in qualche caso, raggiungono il 20%.

“Il problema – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che se il prezzo del biglietto aereo per tornare a casa e ritornare al lavoro ad inizio 2024 supera i 1.000 euro, lo sconto si soli 100 o 200 euro non cambia molto la situazione. Come fa un docente o un amministrativo a spendere oltre 800 euro, più quelle per gli spostamenti per arrivare all’aeroporto, quindi tutta la tredicesima, solo per raggiungere i propri cari e festeggiare il Natale e la fine dell’anno? Fa anche un certo scalpore pensare che per andare dalla Sicilia a Londra i prezzi siano la metà di quelli da affrontare per arrivare in Lombardia, Piemonte e Veneto”.

“La realtà – continua Pacifico – è che per il personale scolastico che deve viaggiare per lavoro bisognerebbe introdurre prezzi calmierati, a cui applicare gli sconti introdotti dal Ministero, peraltro da confermare in modo permanente e non attuare come è previsto in questo momento solo fino al 31 dicembre 2023. Inoltre, chi viaggia tanto per raggiungere il posto di lavoro ha diritto a un’indennità di sede: perché esiste nel privato e in altri comparti, ma non nella scuola? Invece di venire incontro a chi svolge un’opera preziosissima, quella della formazione dei nostri giovani, si permette alle compagnie dei trasporti di fare cassa sulla pelle di chi guadagna meno di un operaio specializzato: lo riteniamo offensivo e ingiusto, servono interventi concreti. Altrimenti – conclude il sindacalista autonomo – non ci lamentiamo se poi il mestiere più bello del mondo non vuole farlo più nessuno”.

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