Così Matteo Salvini prepara la “battaglia” in Aula contro Lucia Azzolina

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Da settimane il leader della Lega, Matteo Salvini, affonda il colpo sulla scuola. Il bersaglio principale, come è noto, è la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, e la sua gestione dell’emergenza Covid-19.

La prossima settimana, afferma il segretario del Carroccio, sarà presentata una mozione di sfiducia al Senato.

A lavorare sul testo è il responsabile scuola del movimento, Mario Pittoni, attualmente vice presidente della Commissione Cultura al Senato. Il testo, circa 4 pagine, è ancora una bozza e non è stato limitato in tutte le sue parti.

Il vero obiettivo di Salvini sarebbe in realtà Palazzo Chigi e punta il dito contro la ministra Azzolina per colpire il premier Conte.

I numeri al Senato, come è noto, sono risicati per la maggioranza parlamentare e qualche senatore potrebbe pure votare a favore della mozione di sfiducia soprattutto se il ritorno in classe tradisse più di un problema. 

La mozione è in corso di definizione, per ora c’è solo una bozza che sarà sottoposta all’esame degli alleati Giorgia Meloni e Antonio Tajani per cercare di arrivare a un testo unitario. Fratelli d’Italia fa sapere che non farà mancare la sua firma.

Luca Ciriani, capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia, dice  all’Adnkronos: ”Noi siamo disponibili a firmare la mozione, ma manca  ancora un testo definitivo che ci riserviamo di valutare e  approfondire nei prossimi giorni”.

Forza Italia condivide lo spirito  della mozione leghista e, apprende l’Adnkronos, sta valutando la possibilità di presentarne una propria:

”Sono gli italiani che stanno andando in piazza, dai precari  agli insegnanti alle famiglie, che stanno sfiduciando il ministro’‘,  replica all’Adnkronos Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia.

”Azzolina – aggiunge – sta tradendo le aspettative di 12 milioni di famiglie italiane, che dal 3 marzo aspettano un protocollo di  sicurezza e regole certe per la salute dei loro figli, che ancora non arrivano”.

“E’ evidente – sottolinea Bernini – che responsabile di tutto questo non è solo l’Azzolina ma tutto il governo nel suo complesso,  che si nasconde dietro il ministro dell’Istruzione per attenuare gli  effetti della sua assoluta incapacità”.

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