“Così aiutiamo Giuseppina, tanti casi come il suo, la situazione è grave”. Così una docente del liceo Boccioni

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La storia di Giuseppina Giuliano, collaboratrice scolastica pendolare, ha fatto il giro del web. Diversi utenti, sui social, hanno messo in dubbio la veridicità della notizia.

La collaboratrice si sveglia alle 4 per tornare a casa poco prima di mezzanotte sobbarcandosi tutti i giorni, da lunedì a venerdì, 9 ore di treno per andare a lavorare come operatrice scolastica in un liceo milanese, l’artistico Boccioni di piazzale Arduino.

“Lo so che la mia sembra una follia, però facendo i conti ho valutato che economicamente mi conviene” ha dichiarato la ragazza in un’intervista al quotidiano Il Giorno.

Sempre al quotidiano milanese interviene Francesca Alparone, insegnante di discipline plastiche: “Nella mia scuola ci sono tantissime persone che si trovano nella stessa situazione di Giuseppina Giuliano. Così come nelle altre scuole di Milano e di tutto il Nord Italia. Perché in tutti gli istituti scolastici la maggior parte del personale ATA, che è formato da impiegati della segreteria e da collaboratori scolastici, arriva principalmente dal Sud. Quasi tutti le stesse problematiche economiche della nostra bidella”.

E ancora: “È sempre successo che dal Sud salissero al Nord per lavoro. Ma prima si trasferivano con la famiglia, perché uno stipendio bastava a mantenere tutti. Ora non è più così e i giovani che arrivano a Milano non riescono ad andare avanti. Perché si scontrano con un’economia e costi completamente diversi da quelli cui sono abituati nel Meridione dove la vita costa molto, molto meno”.

Poi aggiunge: “Tutti noi insegnanti stiamo aiutando Giuseppina a trovare un alloggio a prezzo accessibile. Da settembre incrocia faticosamente le tariffe di Italo e Trenitalia per trovare le offerte sulla tratta dell’alta velocità, compra i biglietti in anticipo di mesi per spuntare i prezzi migliori, accumula i punti e i ticket omaggio. La stiamo accompagnando per uscire da questa situazione. Vale per lei e per altri collaboratori scolastici in difficoltà”.

L’insegnante, poi, spiega: “Quel che non capisco è perché, visto che qui a Milano si sa che arrivano tutti questi lavoratori dal Sud, non si faccia niente per aiutarli. Io faccio quello che posso per dare una mano ai collaboratori scolastici della mia scuola che come Giuseppina guadagnano sui mille euro al mese, ma ho provato sulla mia pelle che è un’impresa veramente ardua. Ci sono strutture che affittano stanze con cucina e bagno in comune sui 400 euro al mese, ma comunque sono situazioni difficili da trovare perché molto rare e quindi vanno “a ruba“. Secondo me sono anche difficili e disagevoli da vivere soprattutto se non sei più una ragazzina. Per gli appartamenti in affitto, spesso la firma del contratto è accompagnata da tre o sei mesi di caparra da pagare in anticipo, un costo che molta gente non è in grado di sostenere”. 

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