Cos’è il “modello assertivo”. Una soluzione per parlare senza gridare

di Giuseppe Sferrazzo

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Quante volte oggi, nelle svariate occasioni di comunicazione e relazione interpersonale che viviamo spesso alla velocità della luce, non riusciamo proprio a farci ascoltare…

Anzi, ci sembra proprio necessario “gridare” (in tutti i sensi) per farci notare.

È un modello, quello del grido cioè la tecnica del “sovrastare” l’altro sia con il verbale che con il para-verbale, molto molto diffusa.

Negli ultimi anni la Comunicazione televisiva, solo per fare un esempio diffusissimo, ha alimentato bene questo modello, a tal punto che si è imposto come efficace e utile nella società.

Provate a pensare a una qualsiasi scena di un talk show medio e gli scambi comunicativi che si verificano: molto spesso si grida per sostenere una tesi o una posizione. Sembra una cosa da nulla… eppure tutto questo ha il “potere” di influire sui modelli della Comunicazione che usiamo nella vita di tutti i giorni.

Ma la Comunicazione  e’ anche e soprattutto ”gioco di modelli” che si propongono e si apprendono. Che modelli stiamo proponendo? Che modelli abbiamo appreso? Che cosa sta facendo la Scuola in questa direzione?

La comunicazione interpersonale è diventata “altamente critica”. Basta un niente per assistere a delle escandescenze assurde, con relativa prevaricazione, o a delle umiliazioni inspiegabili. L’ambiente della classe in questo è diventato, purtroppo, un “teatro di potenziali esperienze critiche”…

Le nostre relazioni sembrano sottoposte a degli alti e bassi repentini e pericolosi. Questi modelli che possiamo definire “aggressivi” sembrano  avere manifestazioni molto frequenti nelle nuove generazioni. I giovani e i giovanissimi sembrano saper esprimere se stessi quasi esclusivamente “gridando e sovrastando” oppure rimanendo vittime della passività.

E allora qui entra in gioco il valore dell’assertività e di quanto importante è riconoscerla e praticarla in modo “trasversale”, dalle famiglie al mondo della Scuola e alla società in genere.

Il termine assertività deriva dal latino “ad serere” che significa “trarre con forza”, “portare a se”, “sostenere con forza”, “dichiarare”.

Quando parliamo di comportamento assertivo non si intende un comportamento votato al “controllo” dell’altro, anzi… è uno stato emotivo che consente alla persona, in ogni circostanza, di dire, pensare e fare ciò che in quel momento ritiene utile, giusto e ragionevole. Insomma massima espressione della libertà spirituale e intellettuale, senza nessuna costrizione.

I soggetti più assertivi esprimono apertamente i sentimenti, le idee e i propri diritti senza essere aggressive e invadenti… senza bisogno di essere soverchianti o aggressivi (in tutti i sensi).

Molto spesso nell’ambito delle nostre relazioni avremmo voluto dire di no, ma non ci siamo riusciti. Quante volte abbiamo mandato giù, senza essere in grado di esternare la nostra opinione. Quante volte ci siamo bloccati per timore del giudizio degli altri.

In egual misura, molte volte, dopo aver discusso, ci siamo sentiti a disagio per essere stati troppo duri e per aver detto cose che in realtà non pensavamo veramente, oppure ci siamo sentiti “quasi costretti” a gridare per farci ascoltare.

Sapete perché accade questo?

Perchè nei rapporti interpersonali tendiamo a muoverci tra due atteggiamenti opposti: la passività e l’aggressività. In entrambi i casi, la persona non è soddisfatta delle sue relazioni, o troppo conflittuali o esageratamente arrendevoli…

L’assertività non è solo un modello per comunicare, bensì un vero e proprio “stile di vita” che è possibile allenare e sviluppare; infatti una persona assertiva possiede una profonda autostima di se stessa e ha ben chiari gli obiettivi da raggiungere in una relazione.

A questo punto come facciamo ad allenare praticamente il comportamento assertivo?

Possiamo cominciare a farlo in 4 step:

1) Esprimiamo le nostre idee e stati d’animo in modo onesto e convinto.

Una persona assertiva è spontanea e non ha bisogno di mascherare i propri stati d’animo, dimostra chiaramente quello che sta provando e lo manifesta con tranquillità. Falsità e ipocrisia non sono qualità che rientrano comportamento assertivo. Cominciamo a esprimere le nostre emozioni senza vergogna e, chiaramente, nel pieno rispetto degli altri.

2) Non sovrastiamo i diritti degli altri

L’assertivo impara a far valere i propri diritti ma, di certo, lo deve fare senza mai offendere, criticare, sovrastare o manipolare gli altri. Questa è la caratteristica fondamentale del modello assertivo: essere in grado di portare avanti con fermezza le proprie idee e i propri diritti, senza mai ricorrere alla violenza, alla sopraffazione o al controllo manipolatorio.

3) Mettiamo al primo posto l’uguaglianza tra tutti gli essere umani

L’uguaglianza tra le persone è uno dei fondamenti del comportamento assertivo. Per poter rispettare gli altri, senza calpestarli o discriminare le loro opinioni, è necessario non esporsi mai in una situazione di superiorità.

Secondo il modello assertivo tutti dovremmo utilizzare la logica Win-Win, vinco io e vinci anche TU… Tutti possiamo vincere e questo ci deve spingere a relazionarci con gli altri in modo equo, senza alcuna forma di pregiudizio.

4) Impariamo a dire di NO.

A volte non riusciamo ad essere sinceri e chiari quando dobbiamo dire un bel NO.

Anzi quando lo facciamo ci sentiamo proprio in colpa verso gli altri.

E’ vero che la persona assertiva deve essere determinata e tenace,  sa prendere delle decisioni in qualsiasi ambito della propria vita, sa porsi degli obiettivi e conseguirli con successo e si predispone a stare in maniera costruttiva con gli altri. A volte però, in base al contesto, è quasi necessario esprimere il proprio NO.

Allenare all’ assertività fa del bene perché ci rende progressivamente più sicuri e autonomi dai giudizi degli altri e, allo stesso tempo, fa bene alla dimensione sociale nella quale siamo inseriti: sia essa una classe o la socialità più ampia, non servirà poi tanto gridare per farsi ascoltare.

Comunicare in modo Efficace ed Assertivo con studenti e colleghi, con Basi di PNL

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