Cosa vuol dire insegnare oggi (e domani)?

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Carlo Salvitti –  Cosa vuol dire INSEGNARE, oggi? Non certo si può parlare ancora di “trasmissione” del sapere, non solo di quello.

Oggi il sapere, la sua acquisizione si STIMOLA, si creano ambienti di apprendimento nei quali gli studenti creano attivamente il loro sapere, lavorano da soli, in coppia o in gruppi con la supervisione dell’insegnante.

La cosiddetta LEZIONE FRONTALE, da sola, non basta più. Non è da demonizzare ma da arricchire!

L’insegnante non trasmette, ma mette la sua conoscenza a disposizione dei discenti cosicché questi siano portati ad assaporare la curiosità di sapere in maniera responsabile e autonoma.

La figura del docente è quella di insegnante, animatore, guida, verso la conoscenza.

Non si tratta solo di trasmettere e ricevere, ma di costruire insieme, di ragionare, di riflettere, con il contributo di tutti, nessuno escluso.

Questa può chiamarsi SCUOLA INCLUSIVA, nella quale si è tutti coinvolti nel condividere, nell’imparare.

L’alunno non è solo partecipe di questa scuola, ma prim’attore. Il “regista” lo valorizza come tale e gli da fiducia, non teme il suo insuccesso, gli da credito.

L’apprendimento non può più continuare a essere una esperienza sofferente, quasi dolorosa, ma una naturale esperienza di vita e di sacrificio che vale la pena di affrontare per la conquista della libertà del sapere e del saper fare e per la comprensione del mondo.

E’ necessario creare condizioni che facciano riscoprire il piacere e la bellezza dell’imparare.

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