Cosa vogliono i prof dal Governo? Repubblica l’ha chiesto ai diretti interessati: dotazioni tecnologiche e formazione in primis

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red – Ripartiamo dal basso, da chi la scuola la fa, dai prof che ogni giorno entrando in classe sono costretti a lottare con aule sovraffollate, carenze di risorse, strumenti arretrati, aumento di incombenze e che spesso si vedono accusati di essere: vecchi, scansafatiche e poco preparati

red – Ripartiamo dal basso, da chi la scuola la fa, dai prof che ogni giorno entrando in classe sono costretti a lottare con aule sovraffollate, carenze di risorse, strumenti arretrati, aumento di incombenze e che spesso si vedono accusati di essere: vecchi, scansafatiche e poco preparati

Ma la scuola passa da loro, e sono loro che ne conoscono i problemi e sanno ciò di cui necessita.

Così, capita che il Ministro metta a disposizione un indirizzo email attraverso il quale i docenti, e non solo, potranno suggerire al Governo quali futuri provvedimenti vorrebbero si attuassero.

E capita anche che un giornale come il quotidiano "La Repubblica", faccia delle interviste agli insegnanti impegnati nel progetto [email protected], chiedendo loro cosa non va nelle loro scuole e cosa pensano il Ministro debba fare per prima cosa.

Tra le esigenze che sembrano maggiormente richieste troviamo: i problemi legati agli spazi, la dotazione informatica, la formazione dei docenti, l’eliminazione del precariato

Abbiamo riportato alcune delle risposte più significative alle due domande che abbiamo ritenuto più importanti, alla fine trovate il link alla pagina con tutti gli interventi sul sito di [email protected]

Qual è il principale problema che vorrebbe venisse risolto per la sua scuola e in che modo?

Col l’evidenziare una sola criticità in una situazione complessa come la realtà scolastica si rischia di essere superficiali e riduttivi. La cosa che attualmente mi fa soffrire maggiormente è non avere uno spazio fisso in cui organizzarmi stabilmente il lavoro. Mi capita nella stessa mattinata di fare quattro ore in quattro spazi diversi e, per far vedere un semplice filmato, impiegare mezz’ora da ciascuna parte per organizzare la proiezione. A volte è disarmante. Direi quindi dare uno spazio-lavoro fisso ad ogni team-docenti per valorizzarne tutte le potenzialità. Attraverso la gestione del proprio laboratorio si presenta un ambiente scuola decisamente più accogliente delle nude classi attuali, non si parte ogni ora da zero come diceva Troisi nel Postino, almeno da tre; si cresce in professionalità nel continuo confronto con altri docenti della stessa disciplina che condividono quello spazio. 

Avere mezzi multimediali efficienti e maggiori risorse per la biblioteca, di cui sono responsabile.

Incremento di laboratori multimediali e la possibilità di poter accedere direttamente in aula a postazioni informatiche.

 Noi docenti di un Istituto Professionale lottiamo ogni anno con una utenza che arriva con un livello di scolarizzazione bassissimo così come gravemente insufficiente risulta il livello delle competenze di base. Ovviamente l’impatto con una scuola che pretende dai suoi impegno nell’affrontare diverse discipline di insegnamento è devastante e questo spiega poi il tasso di abbandono altissimo, così come le ripetenze e la dispersione…… Colpa anche di chi nell’orientamento in uscita non si preoccupa sufficientemente di informare i ragazzi e le loro famiglie che per quanto un professionale sia “la scuola del fare” prevede anche un bagaglio di contenuti da acquisire.

L’aula informatica in cui lavoro al mio progetto è decisamente carente. abbiamo una ventina di computer, ma almeno un terzo sono inutilizzabili in quanto troppo vecchi per i nuovi sistemi operativi, lentissimi, ecc. I ragazzi sono abituati a risolvere ogni problema in modo immediato con un click e invece, come dico loro sdrammatizzando con ironia, la prima cosa che il laboratorio di informatica della scuola insegna loro è la pazienza!

Qual è il primo provvedimento che il prossimo ministro dell’Istruzione dovrebbe prendere?

Favorire l’effettivo lavoro di team tra docenti con tempi e mezzi adeguati al lavoro di gruppo, non solo sbandierarlo sui documenti. 

Il diritto allo studio per tutti , senza se e senza ma.n organismo importante a cui donare particolari cure, superiori a quelle di altri organismi.

Qual è il primo provvedimento che il prossimo ministro dell’Istruzione dovrebbe prendere? Proposte di scuola maggiormente laboratoriale con l’utilizzo di strumenti informatici per tutti 

Riorganizzare il sistema scolastico per eliminare il precariato. 

Diminuzione del numero di alunni in aula. Corsi di aggiornamento, in aula, per i professori. Maggiori finanziamenti per la scuola.

Attività motoria obbligatoria con insegnanti di ef nelle primaria (classi quarte e quinte) … dove trovare le risorse umane ed economiche? … abolendo l’educazione fisica nell’ultimo biennio delle superiori …. dove, tranne casi sporadici, si fa ben poco. 

Il diritto allo studio per tutti , senza se e senza ma.

Mi piacerebbe che si tornasse a credere nel ruolo della scuola, investendo risorse vere, invece che limitandosi ad aumentare sempre più il carico di lavoro burocratico dei docenti. I ragazzi hanno bisogno di affiancare il lavoro tradizionale con attività laboratoriali, di imparare mettendosi in gioco. Sarebbe bello che anche i docenti lavorassero di più sul campo, mettendo in gioco le proprie competenze e le proprie attitudini e invece ormai la scuola sta diventando sempre più inutile burocrazia (penso alle varie certificazioni su DVA, DSA e BES, per esempio). Troppe parole dai ministri che si sono susseguiti ormai almeno negli ultimi dieci anni. Se si vuole davvero credere nella scuola e nel suo ruolo di formazione della persona, allora le risorse per riqualificare l’insegnamento devono essere trovate. 

Garantire compresenze nelle scuole tra i docenti per dare un concreto riscontro a problematiche sempre più emergenti come:BES,DSA ecc.

Ogni ministero ha la possibilità di disporre di risorse finanziarie, ha un budget che ovviamente ha dei vincoli. Inutile dire che mi piacerebbe che il nuovo ministro incrementasse i fondi per l’istruzione, investendo di più sulla cultura, a dispetto dei tagli subiti negli ultimi anni, spesso dettati soltanto da logiche economiche e di bilancio. Per realizzare una scuola innovativa e di qualità servono risorse umane e fondi per le attrezzature. Il nuovo ministro dovrebbe scegliere sottosegretari efficaci, in base al merito e concepire la scuola come centro di formazione del cittadino, ponendo sempre al centro l’allievo. Purtroppo, la rapida alternanza di vari governi negli anni, non ha permesso di attuare una vera riforma della scuola. Credo che la strada da percorrere sia la meritocrazia, in questo un ruolo centrale spetta alla valutazione. A mio avviso il top del successo sarebbe quello di mettere l’allievo in condizione di autovalutarsi, di concepire l’errore come un’occasione di crescita.

Pretendere che il governo stanziasse più del 15% del PIL per la scuola/università e per lo sviluppo della ricerca. 

Ridare dignità alla professionalità docente anche ricorrendo alla meritocrazia.

Secondo me dovrebbe operare per valorizzare la professionalità docente (maggiori occasioni di formazione internazionale, maggiore flessibilità, valorizzazione delle buone prassi,…); indire in modo sistematico consultazioni pubbliche per favorire un continuo aggiornamento delle indicazioni a cui fare riferimento per la progettazione didattica; realizzare quanto indicato dell’Agenda Digitale. 

Tutte le interviste ai prof nella pagina di Repubblica

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