Cosa sono le “ragioni esclusivamente oggettive”. Lettera

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Inviato da Martina Giacalone – Spettabile redazione, sono un’insegnante di lettere che da circa vent’anni insegna discipline umanistiche in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Credo di aver acquisito una discreta conoscenza ed un’altrettanto discreta competenza nelle materie che mi sono trovata ad insegnare.

Inviato da Martina Giacalone – Spettabile redazione, sono un’insegnante di lettere che da circa vent’anni insegna discipline umanistiche in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Credo di aver acquisito una discreta conoscenza ed un’altrettanto discreta competenza nelle materie che mi sono trovata ad insegnare.

Tuttavia, questa estate, in seguito a determinati eventi relativi alla mia carriera scolastica, intrecciati alla mia situazione familiare, tali mie conoscenze e competenze le ho messe in dubbio, in quanto non sono riuscita a comprendere adeguatamente il significato della locuzione “ragioni esclusivamente oggettive”.

Prego pertanto qualcuno più competente di me a volermi dare delle delucidazioni.
Espongo un caso ipotetico simile a quello che mi è capitato.
Un’insegnante vede precipitare la propria situazione familiare in seguito alla malattia altamente invalidante (e pluri certificata) di uno dei genitori. Decide così di chiedere il trasferimento nella città dove risiede il genitore.

Alla sua domanda allega tutta la documentazione necessaria compresa la dichiarazione di figlio unico referente del genitore disabile e le dichiarazioni attestanti
“1. documentata impossibilità del coniuge di provvedere all’assistenza per motivi oggettivi;
2. documentata impossibilità, da parte di ciascun altro figlio di effettuare l’assistenza al genitore disabile in situazione di gravità per ragioni esclusivamente oggettive, tali da non consentire l’effettiva assistenza nel corso dell’anno scolastico”.
Infatti l’altro genitore della nostra insegnante è ultra ottantenne ed ha una patologia oncologica.
L’altro figlio del genitore disabile, supponiamo una sorella della nostra insegnante, lavora in un comune diverso da quello in cui risiede il genitore disabile (per esempio nelle Isole Egadi, o nelle Eolie) ed ogni giorno deve alzarsi alle 5 del mattino, recarsi in un comune vicino, a circa 10 km di distanza da quello in cui risiede, prendere l’unico mezzo disponibile per recarsi a lavoro, per rincasare poi intorno alle 20. “Sfortunatamente”, però questo altro figlio abita sotto lo stesso tetto del genitore disabile e della sorella insegnante che vuole ottenere il trasferimento per assistere il genitore.

Ora chiedo: sussistono le “ragioni esclusivamente oggettive”?
L’insegnante del nostro esempio non ottiene il trasferimento perché non le viene convalidata la precedenza per l’assistenza al genitore disabile, malgrado il successivo reclamo che viene rigettato.
Niente paura! La nostra prosegue chiedendo l’assegnazione provvisoria. Ma anche questa volta non le viene accordata la precedenza ( ed anche in questo caso c’era stato un reclamo passato sotto silenzio).

Dunque il primo settembre il genitore disabile vedrà la figlia insegnante trasferirsi a 350 km da casa, la quale figlia non potrà chiedere nemmeno un’ora di permesso per accompagnarla dal medico, perché non ci sarebbe il tempo materiale per raggiungere la casa del genitore e ritornare. Dovrebbe chiedere tre ogni di permesso ogni uno da trascorrere col genitore.

Vedrà anche l’altro figlio uscire alle 5 del mattino e ritornare alle 20 ed anche questi non potrà chiedere un’ora di permesso per accompagnarla perché deve aspettare e rispettare gli orari dell’unico mezzo che lo porta sul luogo di lavoro (avevamo ipotizzato le Isole Egadi o le Eolie).
Tale genitore non potrà chiedere aiuto nemmeno al coniuge perché questi ha la sua patologia, ha più di ottant’anni, necessità pure di cure ed assistenza.

Cosa farà?
Chi spiegherà a questo genitore disabile che non ci sono le “ragioni esclusivamente oggettive” perché possa avere un’adeguata assistenza da parte di, non dico due, ma almeno uno dei suoi figli?
Invito qualcuno a trovare il coraggio per farlo.
La nostra insegnante sicuramente adirà alle vie legali.
Intanto il tempo se ne va… cantava Adriano Celentano.

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