A cosa serve la scuola? La risposta in un libro di Andrea Baiani

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GB – Un libro sulla scuola, anzi sulla sua "inutilita": è quello che ha scritto Andrea Baiani, 38 anni, con i contributi di Massimo Recalcati, Mariapia Veladiano e Marco Lodoli: "La scuola non serve a niente", di cui pubblichiamo l’e-book.

GB – Un libro sulla scuola, anzi sulla sua "inutilita": è quello che ha scritto Andrea Baiani, 38 anni, con i contributi di Massimo Recalcati, Mariapia Veladiano e Marco Lodoli: "La scuola non serve a niente", di cui pubblichiamo l’e-book.

Nel libro la scuola è sviscerata nelle sue  lacune e in quelle dell’istruzione italiana, sempre più abbandonata dagli studenti, come mostrano ricchi video, grafici e statistiche allegati al volume.

La scuola, dice Baiani, deve uscire dalla logica utilitaristica; essa non deve servire come un arnese, ma deve "coltivare" le nozioni e  la cultura, che si traduce nel capire il mondo, nel convivere con gli altri. La scuola è luogo di aggregazione, comunità, condivisione.

Si deve combattere il "rinuncianesimo", così definisce Baiani il senso di rinuncia che coglie i docenti, considerati degli impiegati statali e fannulloni, in perdita costante di autorità; ma anche gli studenti, che si arrendono e non "aggrediscono la vita".

Baiani afferma che la scuola è stata abbandonata dallo Stato: le riforme fatte finora non hanno interessato l’innovazione della didattica, ma solo mere questioni di risparmio, e fa un paragone con la Germania, paese in cui vive, dove si sviluppano dialettica e senso critico, "perché il docente permette all’alunno di prendere in mano l’oggetto (ossia l’argomento) e di smontarlo e rimontarlo a piacimento."

L’autore conclude che la scuola deve "insegnare agli studenti come farsi certe domande e scegliere, per dare una forma al mondo. Soprattutto nel magma di Internet, dove hanno a disposizione tutta l’informazione possibile. Che però, senza il filtro della scuola, è merce senza valore”.

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