Cosa meritano i nostri alunni? Lettera

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Inviata da Chiara Benciolini – Da alcuni anni si parla di meritocrazia (potere del merito, potere a chi ha il merito), mi sembra in contrapposizione a fannulloni, a chi non lavora, a chi guadagna senza impegno.

Io lavoro a scuola, sono quindi dipendente del Ministero che si chiamava della Pubblica Istruzione, poi dell’Istruzione e ora … e Merito. Mi chiedo, nel campo dell’educazione, chi non meriti.

Non merita un figlio, una figlia l’affetto, l’attenzione, l’ascolto, la cura dei genitori?

Cosa si meritano una bambina e un bambino che frequentano la scuola dell’infanzia o la scuola primaria, cosa si meritano un ragazzo e una ragazza che frequentano la scuola secondaria?

Meritano ambienti sicuri e salubri, progettati per apprendere, ricchi di stimoli, di luce, di aria, di verde dove si possa imparare il reale e il fantastico. Meritano adulti capaci di ascoltarli in tutta la loro personalità, di accoglierli con le loro differenti capacità e con le loro storie.

Meritano insegnanti appassionati/e e competenti, che conoscano bene non solo le “materie” che insegnano, ma siano sempre alla ricerca di come insegnarle proprio a loro, perché l’apprendimento sia motivante, interessante, efficace, diversificato.
Meritano scuole dove nessuno viene lasciato indietro, dove non si fanno parti uguali fra disuguali, dove le diverse abilità, le differenti lingue e linguaggi, le varie intelligenze trovano spazio, valorizzazione, armonia, concertazione.

Meritano classi in cui si impara a mettersi in gioco, a prendere la parola, ad assumersi responsabilità, a collaborare con gli altri e le altre, a rispondere delle proprie scelte, a fare la propria parte.

E meritano tutto questo e molto altro anche, e soprattutto, quando sono in difficoltà per le mille ragioni che chi vive la scuola conosce.

Perché la scuola non è una competizione contro nessuno, è esperienza e vita, è una possibilità di crescita, di cambiamento per ciascuno e ciascuna: noi lo vediamo quanto cambia ogni persona negli anni della scuola, i giudizi definitivi non sono compatibili con l’educazione.

Puntiamo tutti insieme a offrire loro tutto quanto si meritano!

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